Part-time

Il modello olandese: la settimana lavorativa di quattro giorni con part-time

Nei Paesi Bassi, regno mondiale del part-time, si lavora in media 32 ore la settimana. Il risultato? Produttività altissima e tasso di occupazione top

di Enrico Marro

2' di lettura

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Il titolo furbetto di un recente articolo del Financial TimesThe Dutch are quietly shifting towards a four-day work week», «Gli olandesi stanno silenziosamente passando alla settimana lavorativa di quattro giorni») è un po’ clickbait, in questi tempi di vacche magre di traffico web “aspirato” da ChatGpt e simili.

Nel senso che non c’è un decreto del Governo olandese pronto a imporre il passaggio dai cinque ai quattro giorni lavorativi.

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Però la settimana corta è già una realtà per molti cittadini dei Paesi Bassi. In che modo? Con il part-time.

Il regno del part-time

La prestigiosa testata britannica si è accorta di un fenomento in realtà antico: gli olandesi hanno la percentuale più alta di lavoratori part-time tra i Paesi Ocse.

Retaggio di antiche tradizioni, della difesa a spada tratta del tempo libero, di una produttività eccezionale, delle grandi flessibilità offerte dai contratti di lavoro e – non nascondiamolo - anche di un salario minimo che nel 2025 supera i 2300 euro netti al mese, permettendo il passaggio al tempo parziale a cuor più leggero rispetto ad altri Paesi.

Sta di fatto che secondo Eurostat l’orario lavorativo dell’olandese medio supera di poco le 32 ore alla settimana: il più basso dell’Unione europea. Di fatto, appunto, una settimana di quattro giorni lavorativi. Costruita attraverso l’autoriduzione dell’orario.

E il bello è che nonostante questo, o forse proprio grazie a questo, l’Olanda è una delle economie più ricche d’Europa in termini di Pil pro capite: una delle rare triple A, ma con parametri macroeconomici migliori per esempio della vicina Germania.

L’unica in Europa, per inciso, in grado di sfoderare ancora almeno un colosso tecnologico unico al mondo come Asml, incontrastata regina mondiale della stampa litografica di chip.

Tutti lavorano

Nei Paesi Bassi non solo la produttività è molto alta, ma il tasso di occupazione svetta all’82% della popolazione in età da lavoro (dati Ocse 2024), contro il 72% degli Stati Uniti, il 69% della Francia e il 62,9% dell’Italia (il nostro è uno dei Paesi Ue con la più bassa durata media della vita lavorativa, secondo solo alla Romania).

In pensione (volutamente) più tardi

Di più: in Olanda l’età effettiva di pensionamento è tra le più alte d’Europa: 66,6 anni secondo le stime Ocse 2022, seconda solo alla Danimarca (67 anni): in Irlanda la media è 66 anni, in Germania 65,8 anni, in Spagna 65 anni e in Italia 64 anni.

Probabilmente la settimana lavorativa di quattro giorni c’entra qualcosa con l’attitudine dei sudditi di re Guglielmo Alessandro a lavorare così a lungo nella vita restando comunque il Paese dove i bambini sono i più felici al mondo (classifica Unicef 2025) e in quinta posizione per felicità generale (World Happiness Report 2025).

Del resto, chi conosce bene gli olandesi sa che c’è solo una cosa che li stressa da morire: il terrore di essere stressati. La settimana di quattro giorni è la logica conseguenza di questo invidiabile approccio culturale.

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