Cosa c’è di nuovo (e di diverso rispetto a iPhone) nel nuovo Samsung Galaxy S24 Ultra
Spoiler: la rivoluzione dei Galaxy S24 di Samsung non è compiuta, ma è l’indizio degli smartphone del futuro
di Luca Tremolada
4' di lettura
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Una considerazione: la rivoluzione dei Galaxy S24 di Samsung non è compiuta, ma è l’indizio degli smartphone del futuro. Abbiamo provato per una settimana il telefonino più potente della famiglia Galaxy, potenziato con l’intelligenza artificiale di Google. L’”Ai Phone”, come è stato ribattezzato, più che un salto evolutivo è una rivoluzione di interfaccia. Con Galaxy AI Samsung ha integrato l’intelligenza artificiale di Gemini, portando molte funzioni on-device, rendendo più facile l’accesso all’intelligenza artificiale generativa. Ciò significa che si accorciano i passaggi di traduzione, riassunto e generazione di testo che prima avvenivano accedendo alle app dedicate ai modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM). La rivoluzione c’è, ma per ora è di interfaccia.
Partiamo dalle novità legate al testo
Traduzione Live è la novità assoluta. Sono traduzioni vocali e testuali delle chiamate in tempo reale in modo bidirezionale. L’AI è integrata nello smartphone e le conversazioni rimangono private. Abbiamo chiamato ristoranti cinesi, call center e amici madrelingua coreani, ma nessuno ha risposto. L’interlocutore ha ascoltato il messaggio che preannuncia la traduzione automatica e ha messo giù. L’idea è chiaramente buona, ma ci vorrà tempo perché si diffonda la consapevolezza del servizio.
La funzione Interprete, che offre traduzioni istantanee delle conversazioni dal vivo, è un’ottima idea: funziona anche in assenza di connessione dati o Wi-Fi e visualizza su uno schermo diviso la trascrizione di ciò che l’altro ha detto.Più articolato è invece Assistente Trascrizione: trascrive, riassume e traduce le registrazioni vocali riconoscendo più interlocutori. Quindi utile per interviste o per le lezioni all’università. La trascrizione avviene on-device, mentre per la generazione di testo si appoggia a Gemini Pro di Google. Funziona bene, ma non molto meglio rispetto all’app Microfono di Google o uscendo e rientrando dall’app ChatGPT.
La comodità è l’interfaccia. Stesso discorso per Assistente Chat, che aiuta a perfezionare il tono della conversazione nei messaggi e in altre applicazioni (Whatsapp, per esempio), e per l’app Assistente Note. All’inizio fai un po’ fatica, lo stile social è un po’ da boomer e a volte mette gli emoticon a casaccio (appunto come noi boomer) ma è un risparmio di tempo che vale oro. Non abbiamo ancora testato Android Auto che riassume i messaggi in arrivo suggerendo le risposte o le azioni. Ma siamo convinti (e non solo noi) che un pezzo del futuro dell’auto passerà dall’interazione con la voce. Quindi l’Ai sarà al centro di questo processo. Sono tutte novità più comode che rivoluzionarie. Almeno per chi già usa un po’ le app di Ai come ChatGpt, Copilot o Bard su Chrome.





