Corsia rapida per potenziare i gasdotti collegati all’estero
Un emendamento al decreto Infrastrutture lancia la mappa dei possibili lavori. Gli interventi del decreto potranno derogare ai vincoli di compensazione
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I punti chiave
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Una robusta semplificazione delle procedure necessarie per il potenziamento dei gasdotti che collegano l’Italia all’estero. Con l’obiettivo di rendere più rapidi i tempi necessari a realizzare le nuove infrastrutture, migliorando il livello di approvvigionamento del nostro Paese.
Guarda in direzione del rafforzamento della capacità energetica dell’Italia, in un periodo di grande incertezza della situazione internazionale, l’emendamento appena depositato presso la commissione Ambiente del Senato dai relatori della legge di conversione del decreto Infrastrutture (Dl n. 32/2026, relatori Tilde Minasi, Lega, e Claudio Fazzone, Forza Italia). Prevedendo deroghe molto significative ai meccanismi di compensazione per i territori coinvolti dalle opere. La proposta, insieme alle altre, andrà al voto la prossima settimana a Palazzo Madama.
Cosa prevede il testo
Il testo prevede, anzitutto, la preparazione di un Dpcm, redatto su proposta del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica. Si tratterà, nella sostanza, di una mappatura che avrà il compito di individuare gli interventi di sviluppo, potenziamento o modifica dei gasdotti di importazione di gas dall’estero, dichiarati di interesse strategico nazionale e «necessari per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici del Paese e del continente europeo». Questo lavoro servirà, quindi, a individuare le opportunità di potenziamento di alcune infrastrutture.
Tra le condizioni per entrare in questo elenco, i gasdotti dovranno essere già stati oggetto di compensazioni, in base alle legge n. 239/2004, che si occupa proprio del settore energetico. Si tratta di un concetto più volte richiamato da quella norma. Stato e Regioni, nel realizzare infrastrutture energetiche, garantiscono un adeguato equilibrio territoriale nella loro localizzazione, «prevedendo eventuali misure di compensazione e di riequilibrio ambientale e territoriale», qualora sia necessaria una particolare concentrazione «di attività, impianti e infrastrutture ad elevato impatto territoriale».
La deroga
Gli interventi di potenziamento inseriti nel decreto previsto dall’emendamento potranno accedere a una deroga alle regole ordinarie. La previsione di misure compensative e di riequilibrio territoriale, in questi casi, «non è consentita», secondo quanto dice la proposta di modifica (che indica come una parte della legge n. 239 non si applicherà a questi casi). Si fa, cioè, eccezione alla regola generale che prevede questo tipo di misure per ridurre l’impatto a livello territoriale delle infrastrutture energetiche.








