Corsa al rinnovo Isee, nel 2025 un modello su quattro è precompilato
Su 12,47 milioni di pratiche, il 22,3% elaborato in modalità fai da te, procedura potenziata dalla manovra. Semplificazioni in arrivo con il Dl Pnrr
class="conParagrafo_R21">class="conParagrafo_R21"> Michela Finizio
3' di lettura
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Il 22,3% delle pratiche Isee nel 2025 sono state inviate tramite procedura precompilata online, per lo più in modalità fai da te dal cittadino, su un totale di 12,47 milioni di modelli trasmessi all’Inps. Si tratta quasi di una pratica su quattro: il bilancio della campagna Isee 2025 certifica così il successo della modalità semplificata introdotta e potenziata dall’istituto per il rilascio dell’attestazione che definisce l’accesso e l’ammontare delle prestazioni sociali. L’anno precedente i modelli precompilati erano stati il 19,8% e l’anno prima ancora il 14,4 per cento. Un trend destinato a continuare, soprattutto in seguito all’approvazione del prossimo decreto Pnrr e all’attuazione delle novità introdotte con l’ultima legge di Bilancio.
Il Governo sta preparando, infatti, un nuovo decreto per accelerare l’attuazione del piano di investimenti: nella bozza si prevede che scuole, università, Comuni e altre amministrazioni pubbliche debbano acquisire d’ufficio per via telematica dall’Inps i dati Isee necessari all’erogazione delle prestazioni sociali, senza doverli “chiedere” alle famiglie.
La semplificazione arriva proprio mentre parte la corsa al rinnovo dell’Isee (il 65% delle pratiche si concentra nel primo trimestre). Come previsto in manovra, inoltre, al panorama di banche dati a cui l’Inps può attingere per compilare in modo automatico il modello dal 2026 si aggiungono le informazioni dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente, che riguardano quindi la composizione del nucleo familiare, e quelle del registro automobilistico dell’Aci. In pratica l’istituto potrà verificare le informazioni anagrafiche e non sarà più necessario inserire manualmente i dati relativi al veicolo posseduto (se corretti, basterà confermarli).
La legge di Bilancio ribadisce anche l’invito a utilizzare l’Isee precompilato in via prioritaria e, questa volta, la raccomandazione è rivolta ai Caf che l’anno scorso hanno inviato il 77% delle pratiche. Per questa novità, però, si attende il decreto attuativo con le modalità operative e tecniche per consentire anche ai Caf di ottenere la pre-compilazione. Come accade per la dichiarazione 730, infatti, gli intermediari dovranno raccogliere le deleghe dei cittadini per elaborare la pratica e bisognerà chiarire le responsabilità di eventuali difformità. Al 31 dicembre 2025 gli Isee elaborati e ancora difformi erano circa 640mila.
L’incrocio delle banche dati consente di effettuare controlli automatizzati e punta a ridurre gli errori o la falsificazione dei documenti e a velocizzare i tempi di rilascio. Con la stessa finalità, sempre in manovra, è stata esplicitata un’ulteriore necessità: i commi 32-34 della legge di Bilancio chiariscono che dovranno essere inclusi nel patrimonio mobiliare anche conti correnti e depositi bancari o finanziari detenuti all’estero; criptovalute e altri asset digitali posseduti dal nucleo familiare, indipendentemente dalla piattaforma o dal wallet utilizzato; rimesse di denaro verso l’estero, comprese quelle effettuate tramite sistemi di money transfer o mediante spedizione di contante non accompagnato. Non che prima non andassero dichiarate, ma la norma esplicita l’obbligo al fine di intercettare forme di ricchezza liquide o facilmente trasferibili, spesso sottratte alla rilevazione ordinaria perché detenute all’estero o in forma digitale. E un decreto interministeriale di aggiornamento del Regolamento Isee definirà le modalità tecniche entro 90 giorni. In questo caso, però, sarà difficile automatizzare il processo “pescando” queste informazioni, al momento non presenti nelle banche dati del Fisco.






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