Welfare

Nuovo Isee senza prima casa: come cambia l’accesso a cinque prestazioni sociali nel 2026

Dal 1° gennaio l’Inps aggiorna automaticamente l’Isee per assegno unico, bonus nido e altre misure, favorendo famiglie con figli e modificando le soglie di accesso

di Michela Finizio

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L’Inps provvederà a integrare le attestazioni Isee 2026 già rilasciate dal 1° gennaio, comunicando in un secondo momento il valore del “nuovo Isee” introdotto con l’ultima legge di Bilancio per cinque specifiche prestazioni sociali. Questa integrazione avverrà in modo automatico, tramite l’area riservata nel portale internet dell’istituto, senza necessità di presentazione da parte dei cittadini interessati di una nuova Dsu (il modello da compilare per chiedere l’Isee).

Le modalità operative, le tempistiche di integrazione e gli effetti sulle prestazioni collegate saranno oggetto di una successiva e specifica comunicazione da parte dell’Inps. Al momento a chiarire l’iter delle pratiche è stato il messaggio n. 102 del 12 gennaio 2026, nel quale l’istituto comunica (come anticipato sul Sole 24 Ore di Lunedì 12 gennaio) che dal 1° gennaio 2026 è già entrata in vigore la nuova modalità di calcolo più favorevole per le famiglie con figli e per l’accesso alle principali misure di inclusione sociale, secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 208, della legge 30 dicembre 2025, n. 199.

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Il 65% delle pratiche di rinnovo dell’Isee, infatti, viene elaborata nei primi tre mesi dell’anno per garantire la continuità delle prestazioni. Solamente, però, in seguito all’approvazione di un prossimo decreto direttoriale del ministero del Lavoro, di concerto con il Mef, l’Inps sarà in grado di rilasciare le nuove attestazioni Isee aggiornate in attuazione della legge di Bilancio 2026.

In pratica, in questa fase transitoria e prima dell’approvazione del decreto, il valore “riformato” dell’Isee non comparirà nell’attestazione ufficiale, ma verrà comunicato separatamente - entro il mese di gennaio - direttamente al richiedente da parte dell’istituto.

Inps, al via nuovo Isee, favorite le famiglie con figli. Spinta all' inclusione sociale

Le novità in vigore sull’Isee

Ma quali sono le novità introdotte che riformano l’Isee? L’articolo 1, comma 208, della Legge di Bilancio 2026 ha di fatto introdotto un nuovo Isee, che chiameremo per comodità “Isee-bis”, che ha valore solo per cinque specifiche prestazioni sociali. Si tratta di un indicatore con ambito di applicazione circoscritto, dunque, che non sostituisce l’Isee ordinario ma si affianca ad esso, esclusivamente per alcune prestazioni erogate dall’Inps: l’assegno di inclusione (Adi); il Supporto per la Formazione e il Lavoro (Sfl); l’assegno unico e universale per i figli a carico (Auu); il bonus asilo nido; il bonus nuovi nati.

Per tutte le altre prestazioni sociali agevolate, nazionali o locali, continuerà invece ad applicarsi l’Isee ordinario.

Le nuove modalità di calcolo, ai fini dell’ “Isee-bis” prevedono che:

  • la franchigia relativa alla casa di abitazione passi da 51.500 a 91.500 euro (valore ai fini Imu), fatta eccezione per i nuclei familiari la cui casa è ubicata nel Comune capoluogo di una delle Città metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Sassari, Torino e Venezia) per i quali la franchigia sale ulteriormente a 120.000 euro;
  • la stessa franchigia viene incrementata di 2.500 euro per ogni ulteriore figlio convivente (dal secondo figlio in poi);
  • le maggiorazioni della scala di equivalenza sono rideterminate in 0,10 per i nuclei familiari con due figli, 0,25 in caso di nuclei con tre figli, 0,40 con quattro figli, 0,55 con almeno cinque figli.

La fase transitoria

Quando avranno effetto le novità sulle cinque prestazioni interessate? In attesa dei nuovi modelli Isee, l’Inps - nel suo messaggio del 12 gennaio - ha detto di aver già adeguato le proprie procedure informatiche interne per consentire il calcolo del nuovo “indicatore-bis”.

Nel frattempo, chi in questi giorni presenta una domanda per Adi, Sfl, bonus nido o bonus nuovi nati lo deve fare con riferimento all’Isee 2026 e ancora in mancanza di una attestazione aggiornata con il valore del nuovo “Isee-bis” (che verrà comunicato, appunto, solo in un secondo momento). Potrebbe accadere, dunque, che la prestazione venga negata, ma non immediatamente respinta.

Con il nuovo Isee “senza prima casa” e per effetto della nuova scala di equivalenza, infatti, alcuni nuclei familiari prima esclusi potrebbero rientrare nelle soglie previste dalle singole prestazioni: l’Inps assicura che la loro domanda, anche se presentata prima di conoscere il nuovo “Isee-bis” che potrebbe ridefinire l’esito della verifica dei requisiti economici, verrà temporaneamente sospesa in fase istruttoria. Una volta completate le attività di aggiornamento delle procedure informatiche, l’Istituto procederà al ricalcolo, ridefinirà le prestazioni interessate agganciate all’Isee 2026 e completerà le lavorazioni delle domande precedentemente sospese.

Solo limitatamente all’assegno unico e universale, invece, l’importo mensile spettante per le mensilità di gennaio e febbraio 2026 continuerà a essere determinato sulla base dell’Isee in corso di validità al 31 dicembre 2025: la normativa che regola il contributo universale per i figli, infatti, prevede che l’annualità della prestazione scatti dal mese di marzo.

Gli effetti delle novità sulle prestazioni

La relazione tecnica alla manovra quantifica l’impegno finanziario per la riforma dell’Isee in 465,5 milioni di euro per il 2026.

In relazione all’assegno unico, che assorbirà la maggior parte delle risorse stanziate (340 milioni di euro), la modifica sull’Isee non andrà ad incidere – come per altri sostegni - sull’allargamento della platea di beneficiari quanto piuttosto sugli importi. Per circa 2,64 milioni di figli – dai quali sono esclusi i nuclei familiari che già ricevono la cifra massima dell’assegno unico o che non hanno presentato l’Isee - la relazione tecnica stima un incremento dell’assegno «pari a circa 10 euro mensili».

Per quanto riguarda l’Adi (sostegno mensile introdotto nel gennaio 2024 in sostituzione del reddito di cittadinanza e destinato ai nuclei familiari con almeno un componente minorenne, over 60, disabile oppure in condizione di svantaggio certificata), la modifica dei criteri Isee si tradurrà in un «aumento di poco superiore al 2% di dichiarazioni che rientrerebbero con le nuove norme, sotto la soglia di 10.140 euro». In sostanza, circa 14mila nuclei in più potrebbero maturare i requisiti per ottenere il sussidio con importi medi di 710 euro ciascuno (è prevista una spesa pubblica aggiuntiva di 119,3 milioni nel 2026).

Per quanto riguarda il Supporto formazione e lavoro (Sfl), destinato ai nuclei in difficoltà economica con componenti tra i 18 e i 59 anni occupabili e non disabili, la relazione tecnica alla legge di Bilancio stima 2.300 potenziali beneficiari aggiuntivi: ipotizzando un sostegno da 500 euro mensili erogato per 12 mesi, la spesa per lo Stato salirebbe di 13,8 milioni nel 2026.

Infine la modifica dell’Isee potrebbe coinvolgere circa 12mila famiglie beneficiarie del bonus nido, andando a incrementare il loro importo spettante, ed altre 3.200 famiglie di neo-genitori potrebbero ottenere i requisiti necessari (un “Isee-bis” inferiore a 40mila euro) per i mille euro del bonus nuovi nati.

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