La riforma

Isee, entro gennaio l’Inps comunicherà i valori aggiornati

Già operative le nuove modalità di calcolo ma l’attestazione resta ordinaria

di Michela Finizio

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È ufficialmente partita la campagna Isee 2026 per l’aggiornamento dell’indicatore della situazione economica equivalente delle famiglie che definisce l’accesso alle prestazioni sociali, definendo in alcuni casi l’importo spettante. L’Inps fa sapere che solo nella prima settimana sono già state trasmesse 435mila pratiche tramite il portale unico dell’Isee sul sito internet dell’istituto (nei primi due mesi dell’anno si concentra l’invio del 75% delle Dsu, per garantire la continuità delle prestazioni) e i Caf sono operativi da qualche giorno, con le agende già piene di appuntamenti.

La legge di Bilancio per il 2026, che introduce le nuove regole di calcolo dell’Isee per cinque prestazioni sociali, è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale lo scorso 30 dicembre e la campagna Isee 2026 è partita solo due giorni dopo, il 1° gennaio appunto. «Nonostante le tempistiche imposte dalla normativa - spiega Rocco Lauria, direttore centrale Inclusione e sostegno alla famiglia e genitorialità dell’Inps - siamo riusciti ad aggiornare tutti i sistemi informatici per tempo. Nessuno dovrà reinviare la Dsu nel corso dell’anno, la trasmissione dei dati da parte delle famiglie avverrà solo una volta e tutte le pratiche gestite dall’inizio dell’anno otterranno “il nuovo valore Isee” in modo automatico».

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Novità e criticità

L’istituto assicura che le nuove franchigie per l’abitazione principale e la nuova scala di equivalenza vengono già applicate per il calcolo dell’indicatore ai fini delle cinque prestazioni interessate (assegno di inclusione, supporto formazione lavoro, assegno unico, bonus nido e bonus nuovi nati). «È stato necessario effettuare solo qualche piccola modifica informatica sulla piattaforma per la compilazione online del modello», spiega Lauria che ha messo al lavoro i tecnici informatici fin da ottobre, quando è stata approvata la prima bozza del disegno di legge di Bilancio.

Il problema è che attualmente il valore del «nuovo Isee famiglia» (finalizzato al calcolo delle cinque prestazioni coinvolte dalle modifiche) non viene comunicato al richiedente: per il momento l’attestazione Isee resta quella ordinaria e non è ancora possibile conoscere il valore dell’indicatore «senza prima casa» e con la scala di equivalenza più favorevole per chi ha figli.

«Dovremo far vedere il risultato alle persone - commenta il direttore Inps - perché da quel valore ad esempio dipende l’importo spettante dell’assegno unico. Questa ora è la nostra priorità ed entro la fine di gennaio saremo in grado di comunicarlo tramite il portale unico Inps a chi ha già elaborato l’indicatore».

L’attestazione Isee, dunque, per il momento non cambierà (per modificare l’output cartaceo, infatti, bisognerà attendere l’approvazione del nuovo modello Isee tramite decreto direttoriale ministeriale e, probabilmente, ci vorranno mesi), ma nel frattempo sarà l’istituto a gestire e comunicare il valore aggiornato tramite il suo portale web.

Al via da gennaio 2026

L’Inps rassicura i beneficiari delle prestazioni coinvolte e fa sapere che gli effetti delle nuove modalità di calcolo si applicano già da gennaio 2026. «Stiamo lavorando per aggiornare tutti i verticali delle singole prestazioni che dovranno agganciarsi al nuovo Isee - spiega Lauria - e se non riusciremo ad aggiornare i valori fin dal pagamento della mensilità di gennaio lo faremo, comunque, in modo automatico a conguaglio, senza dover richiedere al cittadino alcuna pratica ulteriore».

Peraltro si ricorda che le prime due mensilità dell’assegno unico (gennaio e febbraio) resteranno ancorate all’Isee 2025 laddove presente: come previsto dalla normativa, è infatti necessario rinnovare l’Isee entro febbraio per poter ricevere la prestazione universale per i figli aggiornata a partire da marzo, altrimenti scatta la quota minima spettante senza Isee.

A quel punto ci sarà tempo solo fino a giugno per aggiornare i valori e ottenere gli arretrati adeguati, sempre a partire da marzo. Per le altre quattro prestazioni, invece, il valore del nuovo Isee produce effetti fin da subito.

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