Le reazioni

Coro di no al ripescaggio dell’Italia ai mondiali. Trump: «Non ci penso»

L’ipotesi avanzata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per le Partnership globali

di Redazione Roma

Il presidente Usa Donald Trump ha confidato di non pensare all’ipotesi di un ripescaggio dell’Italia ai Mondiali di calcio APN

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Italia ripescata ai Mondiali al posto dell’Iran? No, grazie. È un coro unanime quello che si oppone alla proposta dell’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per le Partnership globali, Paolo Zampolli, che secondo il Financial Times ha proposto lo scambio al presidente della Federcalcio internazionale, Gianni Infantino, e a Donald Trump, in quanto leader del Paese co-organizzatore del torneo. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump confida: «Non ci sto pensando».

Immediate le reazioni in Italia, tutte contrari ad un eventuale ripescaggio degli azzurri. Lapidario il ministro dello Sport, Andrea Abodi: «primo non è possibile, secondo non è opportuno. Non so cosa venga prima. Ci si qualifica sul campo». «Oggi ho letto che l’inviato di Trump vuole ripescare l’Italia ai mondiali: la trovo una cosa vergognosa. Io mi vergognerei», ha detto anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, parlando con i cronisti a margine di un appuntamento al Quirinale. Anche il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha rispedito al mittente questa eventualità. «Intanto non credo sia possibile, seconda cosa mi sentirei offeso. Di andare ai Mondiali bisogna meritarselo», ha dichiarato il numero 1 dello sport italiano a margine della consegna del premio Città di Roma organizzato da Opes.

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Unica voce fuori dal coro, se così si può dire, quella del leggendario capitano ai Mondiali del 1982 Dino Zoff. «È una cosa che in genere si fa, certamente non è brillante, non è il massimo ma l’utile è utile. Se ci fosse la possibilità dovremmo prenderla, anche se non è molto sportiva», ha dichiarato ai microfoni di Un Giorno da Pecora su Radio1.

La tesi di Zampolli

Secondo fonti vicine alla vicenda, Zampolli ha sostenuto che i quattro titoli mondiali vinti dall’Italia giustificano l’assegnazione del posto dell’Iran. Secondo quanto riferito da alcune fonti al quotidiano britannico, il piano mira a ricucire i rapporti tra Trump e la premier Giorgia Meloni dopo gli attacchi dei giorni scorsi. La Fifa non ha voluto commentare l’uscita estemporanea di Zampolli, rimandando anzi alle recenti dichiarazioni del presidente Infantino sulla partecipazione certa dell’Iran al Mondiale. Il numero 1 della Fifa ha anche incontrato ad Antalya, a fine marzo, la nazionale iraniana. Inoltre, si rileva, Zampolli non è nuovo a uscite del genere, l’aveva già fatto prima del Mondiale del 2022 in Qatar dopo la seconda esclusione dell’Italia.

Trump: «Non ci sto pensando più di tanto»

«Non ci sto pensando più di tanto». Così infatti Trump ha risposto alla domanda su cosa pensasse dell’ipotesi di partecipazione dell’Italia invece dell’Iran agli imminenti Mondiali di calcio, come suggerito dall’inviato speciale del tycoon, Paolo Zampolli, nel resoconto del Financial Times.

Rubio: «Non vogliamo persone legate ai pasdaran»

«Nessuna comunicazione proveniente dagli Usa ha detto loro (all’Iran, ndr) che non possono venire», ha aggiunto il segretario di Stato, Marco Rubio, invitato a rispondere da Trump. «Tuttavia, non so da dove provenga questa voce», ha aggiunto Rubio. Via libera agli atleti, ma «non vogliamo persone legate ai pasdaran».

«Voglio dire, il problema con l’Iran non riguarderebbe i loro atleti; riguarderebbe piuttosto alcune delle altre persone che vorrebbero portare con loro, alcune delle quali hanno legami con i pasdaran (Irgc). Potremmo non essere in grado di far entrare queste persone, ma ciò non riguarda gli atleti in sé», ha aggiunto Rubio, parlando alla Casa Bianca, in occasione del secondo ciclo di colloqui tra gli ambasciatori di Israele e Libano, negli sforzi per raggiungere un accordo di pace. Tuttavia, «non so da dove provenga questa voce, se non da mere speculazioni secondo cui l’Iran potrebbe decidere autonomamente di non partecipare, lasciando che sia l’Italia a occuparne il posto. Ma si tratterebbe di una loro decisione autonoma: sceglierebbero di non venire semplicemente perché hanno deciso così», ha continuato il segretario di Stato. «Ciò che non possono fare, però, è introdurre nel nostro Paese un gruppo di terroristi dei Pasdaran e pretendere che siano, insomma, giornalisti o preparatori atletici», ha concluso Rubio.

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