Consumi fuori casa, l’Ho.Re.Ca. si attende una domanda stabile
Dopo un leggero calo dei volumi di vendita nel 2023 gli operatori sono preoccupati per l’arrivo della plastic e sugar tax
di Enrico Netti
3' di lettura
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Non è riuscito a tenere il passo con l’inflazione il mercato dell’Ho.Re.Ca. Tra maggio e dicembre 2023 il fatturato delle forniture a hotel, ristoranti e pubblici esercizi ha segnato un +7,6% contro una inflazione al 7,9% che ha portato a un calo dei volumi di quattro decimi di punto. Questi i dati elaborati dal Centro studi Italgrob su dati Circana (ex Iri) sul panel distributori bevande presentati durante il congresso del settore «Consumi e scenari nell’Italia che cambia» che si è tenuto in occasione dell’International Ho.re.ca. meeting presso l’Italian Exhibition Group – Fiera di Rimini.
Per quanto riguarda il 2024 gli operatori si attendono una domanda che resterà debole e con una sensibile riduzione dell’inflazione. L’aumento dei prezzi previsto è del 3,5% è dovrebbe avere un trend stabile ma il mix dei prodotti venduti non dovrebbe fare crescere il valore. Con queste premesse il Centro studi ritiene che lo slancio delle vendite visto nel 2023 non si replicherà nel 2024 con un contenuto calo dei volumi ma il quadro, lo scenario diventa critico. Lo scorso anno ha visto una crescita delle bevande gasate (4,4%), prosecco e spumanti (+4,1%), alcolici (+4%), le bevande a base di frutta (+1,8%) per finire con il vino (+1,4%). Vendite in calo invece per le acque minerali (-1%), la birra (-1,3%), aperitivi e vermouth (-2,3%) e le bevande e bibite non gasate (-3,9%)
«Per gli italiani il fuori casa è un booster del benessere soggettivo e la qualità della vita in generale. Il mercato di riferimento è vivo e dinamico ma si evolve a causa di dinamiche endogene ed esogene, per cui ci troviamo di fronte ad un consumatore diverso - spiega Antonio Portaggio, presidente di Italgrob -. Di conseguenza, le nostre aziende si devono adeguare a questo cambiamento al fine di dare le risposte attese. È fondamentale, dunque, avviare un percorso di dialogo con l’industria, le istituzioni e le associazioni di categoria nell’ottica di accompagnare, attraverso lo strumento dell’informazione e della formazione, la transizione in atto. Analizzare e far comprendere il mondo che esiste dietro una banale bottiglia su un tavolo di un ristorante rappresenta quella linea sottile che segna il futuro della distribuzione Ho.re.ca.». Il mondo dell’Ho.Re.Ca. conta 3.800 imprese con 60mila addetti e un giro d’affari di 17 miliardi ed è legato al turismo e ai consumi fuori casa. Il loro mercato di riferimento è quello dei pubblici esercizi, circa 330mila, che impiegano 1,4 milioni di lavoratori, circa l’6,1% del totale degli occupati.
Durante il meeting è anche stato affrontato il tema della sugar e plastic tax che dovrebbe entrare in vigore a luglio. «Servono misure che puntino ad abbassare tasse e burocrazia, sostenendo così un mercato, quello delle bevande analcoliche, che rischia un’ulteriore flessione, dopo un 2023 piatto e un 2024 che si preannuncia sulla stessa linea a causa del ridotto potere di acquisto dei consumatori – rimarca Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe, associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia -. Le imprese hanno bisogno di sapere cosa aspettarsi a luglio, quando l’eventuale ingresso di nuove tasse andrà ad aumentare la fiammata inflattiva sui prezzi con conseguente calo delle vendite e ripercussioni su tutti gli anelli della filiera. Servono segnali chiari subito. Nel Milleproroghe sono stati inseriti emendamenti su questi temi, così come su altre accise ma il Governo non lo ha considerato prioritario, a differenza di altri temi su cui si sono trovate subito risorse importanti. Se serve andare in piazza andremo per tutelare i nostri imprenditori. Abbiamo chiesto un tavolo ad hoc sulla sugar tax al Presidente del Consiglio e ai Ministri interessati, speriamo ci sia sufficiente sensibilità. Le imprese attendono risposte».








