Rinnovabili

Comunità energetiche, dai Comuni agli anticipi: ecco come cambiano gli incentivi e come richiederli

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, firma il decreto che apre le maglie dei sostegni a Cer e configurazioni di autoconsumo

di Celestina Dominelli

I pannelli solari installati da Acqua Smeraldina di Tempio Pausania (fotovoltaico, rinnovabili, energia, green economy, elettricità, solare, pannelli fotovoltaici, decarbonizzazione)

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Platea più larga tra i Comuni beneficiari, anticipi più consistenti e maggiore flessibilità nei tempi di entrata in esercizio degli impianti agevolati: sono queste le principali novità del nuovo decreto che allarga le maglie per accedere agli incentivi destinati alle comunità energetiche rinnovabili e alle configurazioni di autoconsumo. Il documento è stato firmato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha rimodulato le regole fissate nel 2023. «Abbiamo lavorato per migliorare l’orientamento dello strumento di incentivazione con l’obiettivo di facilitare e ampliare la platea dei beneficiari», ha spiegato Pichetto Fratin.

Si allarga la platea dei Comuni

Ma andiamo con ordine. La novità principale riguarda, come detto, i Comuni che potranno beneficiare della misura di sostegno contenuta nel Pnrr dove, vale la pena di ricordarlo, è prevista l’erogazione di un contributo a fondo perduto fino a un massimo del 40% delle spese ammissibili. Il decreto modifica l’asticella dei Comuni ammessi al sostegno: non più solo quelli con popolazione inferiore ai 5mila abitanti, ma limite portato fino a 50mila abitanti.

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Più flessibilità nei tempi di entrata di esercizio degli impianti

Il provvedimento stabilisce poi una maggiore flessibilità per i tempi di entrata di esercizio dei progetti. Il nuovo decreto prevede infatti l’accesso agli incentivi per gli impianti che abbiano completato i lavori entro il 30 giugno 2026 e siano entrati in esercizio entro 24 mesi dalla data di conclusione dei lavori e comunque non oltre il 31 dicembre 2027 (la deadline precedente era fissata al 30 giugno 2026). Inoltre, nel valorizzare il contingente disponibile per gli incentivi, il Gse dovrà tenere conto della potenza allocata per i progetti Pnrr e della tempistica per il completamento dei lavori e non più per l’entrata in esercizio degli impianti.

Anticipi più consistenti per i beneficiari

Con il provvedimento, viene poi rafforzato l’ammontare dell’anticipo che il Gse può erogare: si passa, infatti, dal 10 al 30% su espressa richiesta dei beneficiari che riceveranno le quote a saldo, secondo le modifiche introdotte dal nuovo decreto, «al completamento dei lavori» sulla base della presentazione della richiesta di rimborso finale da parte dell’utente interessato, comprensiva, chiarisce il documento, «della documentazione a comprova della conclusione dei progetti agevolati».

Come si accede agli incentivi

Ma come si accede agli incentivi? Le istanze devono essere trasmesse esclusivamente per via telematica, mediante l’accesso al portale informatico “Spc-Sistemi di Produzione e Consumo” raggiungibile attraverso l’area clienti del Gse. Alla data di invio dell’istanza, bisognerà possedere tutti i requisiti previsti dalla normativa di riferimento e dalle regole operative. Per la misura prevista dal Pnrr le domande potranno essere presentate fino al 30 novembre 2025 (ore 18) «fatto salvo il preventivo esaurimento delle risorse disponibili pari a 2,2 miliardi di euro che verrà comunicato sul sito del Gse».

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