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Compagnia del Gusto cresce nel vino: compra Cantine Romagnoli e mette nel mirino Winelivery

Fase di rafforzamento per Compagnia delle Vigne, la business unit dedicata al vino: in fase di chiusura anche l’acquisizione di un importante distributore nel Regno Unito

di Maria Teresa Manuelli

Cantine Romagnoli è stata acquisita da Compagnia delle Vigne, parte della holding Compagnia del Gusto

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Compagnia del Gusto Holding va avanti sul fronte delle acquisizioni. Mentre annuncia l’ingresso di Cantine Romagnoli, storica cantina dei Colli Piacentini fondata nel 1857 a Villò di Vigolzone, è già in dirittura d’arrivo un’altra operazione: l’ingresso nella piattaforma milanese di e-commerce vinicolo Winelivery.

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A rivelarlo è Sergio Albarelli, presidente della holding. «Winelivery ci interessa per tre ragioni – spiega –. La prima è la possibilità di integrare il nostro portafoglio vini nel catalogo della piattaforma. La seconda è la rete di locali fisici Bar&Enoteca - oggi oltre una dozzina tra punti di proprietà e franchising - dove potremo distribuire non solo i nostri vini ma anche tutti i prodotti food del gruppo, e dove testare le novità con un riscontro immediato dal mercato. La terza è la forza del digital marketing».
Winelivery, infatti, ha una community con oltre 1,6 milioni di download della propria app e una business unit tecnologica dedicata allo sviluppo di software e applicazioni di intelligenza artificiale, che potrà aiutare a integrare e far funzionare le diverse realtà che compongono il gruppo.

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Fondata nel 2016, Winelivery ha chiuso il 2024 con un fatturato di circa 5 milioni di euro (fonte: bilancio depositato alla Camera di Commercio) e opera la consegna a domicilio di vino e bevande in oltre 60 città italiane.

Albarelli anticipa anche una terza operazione in fase di chiusura: l’acquisizione di un importante distributore di vino nel Regno Unito. «Nel mercato britannico, un operatore autorizzato alla distribuzione di vino può distribuire anche prodotti food, aprendo così a Compagnia del Gusto un canale diretto per le proprie eccellenze alimentari», spiega.

Il portafoglio vitivinicolo

L’acquisizione di Romagnoli rafforza Compagnia delle Vigne, la business unit dedicata al vino. La cantina porta in dote oltre 45 ettari vitati, una produzione incentrata sui vitigni autoctoni piacentini - Barbera, Croatina, Ortrugo e Malvasia - e un posizionamento consolidato nel Metodo Classico. «Abbiamo individuato in questa realtà tutte le caratteristiche che ricerchiamo nelle aziende che entrano nel gruppo: storia, autenticità territoriale, qualità produttiva e importanti potenzialità di crescita», commenta Ettore Nicoletto, ceo e partner di Compagnia del Gusto Holding.

Compagnia delle Vigne raccoglie oggi realtà eterogenee per origine e vocazione. Oltre a Romagnoli, il portafoglio include Sansego Holding, attiva nella produzione e nell’ospitalità enoturistica sull’isola croata di Susak; una joint venture con la famiglia Spadotto per la valorizzazione di produzioni ad alta identità territoriale; e Arya, progetto dedicato a vini premium a bassissimo contenuto alcolico per i mercati internazionali.

I numeri del Gruppo

A poco più di due anni dalla costituzione, avviata nel 2024 su iniziativa della famiglia Cosulich insieme a manager e investitori con esperienza in private equity, asset management e food & beverage, Compagnia del Gusto conta oggi 133 dipendenti e sedi operative a Milano, Busto Arsizio, Casale Monferrato, Villò di Vigolzone e Sansego, in Croazia.

Il gruppo opera attraverso tre business unit: a Compagnia delle Vigne si affiancano Compagnia del Mare - con Fjord e Sal Seafood, attive nel salmone premium - e Compagnia dei Sapori, il cui primo tassello è Krumiri Rossi, storico biscotto piemontese di Casale Monferrato. Le tre divisioni condividono una piattaforma centrale di competenze in finanza, controllo di gestione, Ict e M&A, mantenendo autonomia gestionale nelle singole società.

Il fatturato consolidato 2025 si è attestato a circa 32 milioni di euro. Il target per il 2026, considerando le acquisizioni in corso di integrazione e quelle in pipeline, è previsto a circa 70 milioni. «L’obiettivo di medio periodo - raggiungere i 200 milioni entro il 2030 - rimane confermato», secondo il management, ampiamente alla portata.

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