Come superare le barriere di comunicazione per sfruttare il dinamismo imprenditoriale cinese
Adottare il cinese nei meeting e abbandonare l’approccio occidentale permette di cogliere l’energia innovativa e la spinta al miglioramento continuo del mercato cinese
di Arnaud Goullin*
3' di lettura
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Continuiamo a vedere la Cina come un paese che è stato per anni un paese «in via di sviluppo», ed è anche vero che la lingua comune per il business rimane l’inglese… almeno per noi occidentali. Da una parte, queste cose e tante altre tenute per scontate, si sono evolute in maniera molto più veloce di quanto crediamo; dall’altra, quel tipo di pensiero statico è diventato una barriera per connettere i nostri affari al dinamismo cinese, fatto di ottimismo e grande potenza intellettuale.
Vediamo già cosa ci perdiamo se non rovesciamo queste barriere, ovvero le componenti di questo dinamismo, che possono davvero potenziare, anzi, trasformare i nostri affari in Cina.
La forza dell’ottimismo cinese
Il popolo cinese trae molta energia dalla credenza che «domani sarà meglio di oggi» per chi si impegna. Il “business drive” ha sempre fatto parte del DNA cinese, così come la straordinaria propensione a sposare l’innovazione nel momento e nel luogo in cui accade, ovvero adesso, in Cina.
Il Barometro Edelman mostra che il 63% della popolazione cinese vede un futuro migliore per sé, contro un 18% in Italia.
Dalla mia esperienza diretta, ho sempre avuto l’impressione che i cinesi abbiano voglia di riprendere il loro posto nel concerto delle nazioni, non soltanto per vincere, ma per fare quel che credono sia giusto fare, ad incominciare dalla sostenibilità. Basta vedere come Shanghai e Shenzhen sono cambiate nell’ultimo decennio.








