Go East!

Come affrontare le differenze culturali nel business in Asia

Superare le barriere culturali e costruire relazioni di successo in Asia richiede conoscenza di sè e comprensione dei diversi punti di vista

di Arnaud Goullin*

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Cibo, temperature, salute, jet lag, igiene, regole amministrative: tanti parametri ai quali ci possiamo preparare prima di chiudere la valigia per le infinite destinazioni turistiche che offre l’Asia. Le piattaforme digitali, Google Maps, Kayak, TripAdvisors, Polarsteps e tante altre hanno reso i nostri viaggi personali molto meno ansiogeni. Persino la lingua non è più una barriera, con il perfezionamento dei traduttori digitali.

Allora, perché rimane sempre così intimidatorio lanciarsi professionalmente in Asia, che sia il primo viaggio d’affari, la ricerca di una partnership di distribuzione, o il lancio di una filiale?

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Le relazioni d’affari richiedono effettivamente un altro tipo di ingaggio, e ci troviamo spesso meno preparati - e anche più impauriti - dalle differenze culturali. Per noi europei, l’Asia la fa da padrona, sia come diversità da affrontare, sia come potenziale di business.

Vorrei condividere due concetti e una chiave di lettura che mi hanno, una volta metabolizzati, trasformato completamente. Da “essere compatibile” sono diventato appassionato, affamato di arricchimento personale generato da esperienze di diversità culturale, come le molte che offre l’Asia.

1 - Controlla quello che puoi: te stesso

Noi siamo il frutto della nostra cultura: non pensiamo neanche più a certi concetti che riteniamo naturali come il respiro. L’onestà, l’approccio sociale, i rapporti personali e tutto ciò che chiamiamo “valori” sono per noi verità universali.

Il tratto comune tra tutti gli errori che ho potuto fare in ambiti culturali diversi, è stato, però, di non capire che il mio sistema di valori era differente. Ed è questa mancanza di consapevolezza che ha - ahimè più di una volta - innescato le mie reazioni di giudizio e di incomprensione.

Non possiamo cambiare culture plurimillenarie, ma forse possiamo gestire un po’ meglio la nostra prima risorsa: noi stessi. Ho per esempio spesso visto colleghi e amici europei convinti di poter portare una maggiore cultura del cambiamento e della velocità ai loro team giapponesi, prima di capire cosa poteva significare per loro stessi, inserirsi in una cultura in cui decisioni seguono un iter diverso.

2 - “Conosci te stesso”

Per controllarci meglio, bisogna capirci meglio. Questo aforisma socratico ha ancora tanta valenza oggi per affrontare diversità culturali, particolarmente in Asia.

È sicuramente importante prepararci, leggendo, ascoltando e imparando. Ma il passo che ci dimentichiamo più spesso è di capire bene il punto di partenza: noi stessi. Nell’esempio giapponese di sopra, uno dovrebbe capire bene i propri livelli di pazienza, di approccio alla gerarchia e di precisione per non imboccare la via del giudizio e sbagliare, giudicando giapponesi “lenti, formali e pignoli”.

3 - Il nostro concetto di verità: fondamentale sì, universale, no!

Operando in ruoli internazionali all’interno di aziende occidentali, ho spesso sentito le mie squadre lamentarsi del fatto che i partner asiatici nascondessero particolari importanti. I termini utilizzati erano nel migliore dei casi condiscendenti, se non direttamente sprezzanti: “mentono”, “sono ipocriti”, ecc.

Anche se non è l’oggetto di questo articolo, ho osservato un fenomeno simile nel confronto con partner statunitensi: “sono fanfaroni, arroganti”, “non ascoltano”, ecc.

Ma perché siamo così infastiditi da queste presentazioni dei fatti che ci sembrano lontane dal nostro concetto di verità? Proprio perché noi europei siamo culturalmente assolutisti della verità. È una cosa molto bella da cui sono nate scuole di pensiero straordinarie: la trascendenza kantiana, il rigore cartesiano e tante altre. Però attenzione a non diventare dogmatici e a rifiutare di capire che il concetto di verità varia da un continente all’altro. In Asia, la verità - o i fatti che vanno condivisi - è ciò che aiuta a consolidare la faccia. In America è ciò che dà energia per agire. La nostra lettura europea dei fatti - chi ha ragione? Cos’è vero? Cosa non lo è? - può quindi generare frustrazioni enormi. Farci sentire presi in giro, e farci percepire prepotenti.

Conclusione - consiglio pragmatico

 

In sintesi,

- Verità europea : ciò che posso dimostrare (QED), che crea autorevolezza

- Verità asiatica : ciò che consolida la faccia, che crea relazione

- Verità americana : ciò che si dice con assertività, che crea energia

 

Quindi? In termini di business, cosa possiamo fare? Innanzitutto, temperare le proprie reazioni e prendere il tempo di capire perché siamo così scossi nelle nostre convinzioni. In un secondo tempo, se pensiamo che i fatti sono incompleti, capire dove e come farci un’immagine più completa... Non in questa riunione, non in questa telefonata, e quasi sempre in Asia, molto meglio con un intermediario.

Ovviamente non dobbiamo essere ingenui: l’inganno e la disonestà esistono ovunque. Il mio punto è che se reagiamo nello stesso momento, senza essere consapevoli delle nostre distorsioni, rischiamo tanto.

In Asia, forse più di altre regioni del mondo, ogni confronto con la diversità culturale è uno specchio che ci viene messo davanti, una possibilità di conoscerci meglio, e di crescere sia professionalmente che personalmente. Non perdiamocela.

*Dirigente aziendale beauty & luxury, board member Babe Invest

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