Come stappare il vino (senza essere sommelier) ed evitare una cafonata
Dal giusto cavatappi da usare al colino del the per bloccare i sedimenti: qualche consiglio per fare bella figura quando si serve una bottiglia a tavola
di Cristiana Lauro
3' di lettura
I punti chiave
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Di recente ci siamo occupati delle temperature di servizio dei vini e di come imbastire una piccola cantina casalinga – con una cifra tutto sommato contenuta – per chi desidera avere un po’ di bottiglie non soltanto da consumo quotidiano ma utili, nel contempo, a stimolare una passione che mi vede complice, se non istigatrice. Sempre col sorriso sulle labbra secondo lo stile della casa e previa raccomandazione sul consumo moderato, poiché l’alcol non è una vitamina o un ricostituente.
Proviamo a divertirci dunque su un tema importante come quello dello stappare e servire una bottiglia di vino a casa pur non essendo un sommelier professionista e, soprattutto, evitando figuracce. Non è difficile, ma occorre prestare attenzione ad alcuni piccoli dettagli che renderanno il servizio impeccabile, preservando i vostri gesti da errori marchiani.
Se aprire con la sciabola o con la carta di credito – e giuro che non sto scherzando – spumanti e champagne serve a fare i fenomeni sprecando vino, sia chiaro che anche ribaltare la bottiglia vuota nel secchiello del ghiaccio è una vera cafonata.
Aggiungo, tanto per rinfrescarci la memoria, che l'estrazione di un tappo con gesto evocativo di una “finale di tiro alla fune” va messo al bando tanto quanto verificare eventuali difetti della bottiglia infilandosi il sughero nella narice.
Stappare è una (piccola) arte
Tuttavia si tratta di falli, o semplici scivolate, che si possono evitare tenendo a mente poche semplici regole per il servizio.Anzitutto muniamoci di un cavatappi con piccola lama seghettata – quelli da taschino che utilizzano i sommelier per intenderci – evitando quel vecchio arnese a forma di “spaventapasseri” con le due leve laterali.
Con un tovagliolo procedete nel pulire la porzione di vetro intorno al tappo, dopo aver inciso ed eliminato con la lama la parte più alta della capsula. A questo punto appoggiate il verme del cavatappi (non ha un bel nome, ma qualcuno lo chiama spirale che è peggio) al centro del sughero e avvitate verticalmente con gesto sicuro, fino circa alla metà del verme.







