Colf e badanti, flat tax per i pensionati, scontrini e Pos: cosa può cambiare con il decreto fiscale
Martedì primo banco di prova con le inammissibilità degli emendamenti in commissione Finanze a Palazzo Madama. Sul tavolo l’ipotesi di prevedere una ritenuta Irpef da parte delle famiglie che assumono collaboratori domestici
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La ritenuta dell’Irpef a carico delle famiglie che assumono colf e badanti. Il maxisconto fiscale con la tassa piatta per i pensionati che rientrano dall’estero. La soglia di tolleranza per il nuovo obbligo di allineamento tra i dati degli scontrini e i pagamenti con il Pos. La settimana che arriva sarà un primo snodo decisivo per il decreto fiscale, ora all’esame della commissione Finanze del Senato.
Da martedì 5 maggio, infatti, la partita delle inammissibilità farà cadere il velo sugli emendamenti già presentati: non solo al decreto, ma anche all’emendamento del Governo che porta all’interno il secondo decreto taglia accise, ossia per intenderci quello che ha previsto lo sconto fino al 1° maggio.
Colf e badanti con ritenuta Irpef dalle famiglie
Una delle partite su cui punta a investire il presidente della commissione Finanze del Senato, il leghista Massimo Garavaglia, è l’intenzione di introdurre una ritenuta Irpef su colf e badanti per arginare il problema dell’evasione delle imposte da parte dei collaboratori domestici.
L’idea di Garavaglia, tradotta in un emendamento, è quello di chiedere alle famiglie di svolgere ruolo di sostituti d’imposta con l’applicazione di una ritenuta d’acconto ad aliquota crescente: 5% nel 2027, 10% nel 2028 e 15% dal 2029.
La ritenuta sarebbe trattenuta dal datore sulla parte di retribuzione al netto della quota di contributi di competenza del lavoratore al momento dell’erogazione. Il versamento poi dovrebbe avvenire dal giorno 1 al giorno 10 del mese successivo a ciascun trimestre solare.









