Le modifiche al Senato

Colf e badanti, flat tax per i pensionati, scontrini e Pos: cosa può cambiare con il decreto fiscale

Martedì primo banco di prova con le inammissibilità degli emendamenti in commissione Finanze a Palazzo Madama. Sul tavolo l’ipotesi di prevedere una ritenuta Irpef da parte delle famiglie che assumono collaboratori domestici

di Marco Mobili e Giovanni Parente

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La ritenuta dell’Irpef a carico delle famiglie che assumono colf e badanti. Il maxisconto fiscale con la tassa piatta per i pensionati che rientrano dall’estero. La soglia di tolleranza per il nuovo obbligo di allineamento tra i dati degli scontrini e i pagamenti con il Pos. La settimana che arriva sarà un primo snodo decisivo per il decreto fiscale, ora all’esame della commissione Finanze del Senato.

Da martedì 5 maggio, infatti, la partita delle inammissibilità farà cadere il velo sugli emendamenti già presentati: non solo al decreto, ma anche all’emendamento del Governo che porta all’interno il secondo decreto taglia accise, ossia per intenderci quello che ha previsto lo sconto fino al 1° maggio.

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Colf e badanti con ritenuta Irpef dalle famiglie

Una delle partite su cui punta a investire il presidente della commissione Finanze del Senato, il leghista Massimo Garavaglia, è l’intenzione di introdurre una ritenuta Irpef su colf e badanti per arginare il problema dell’evasione delle imposte da parte dei collaboratori domestici.

L’idea di Garavaglia, tradotta in un emendamento, è quello di chiedere alle famiglie di svolgere ruolo di sostituti d’imposta con l’applicazione di una ritenuta d’acconto ad aliquota crescente: 5% nel 2027, 10% nel 2028 e 15% dal 2029.

La ritenuta sarebbe trattenuta dal datore sulla parte di retribuzione al netto della quota di contributi di competenza del lavoratore al momento dell’erogazione. Il versamento poi dovrebbe avvenire dal giorno 1 al giorno 10 del mese successivo a ciascun trimestre solare.

L’aiuto della precalcolata

Per venire incontro alle famiglie per questo nuovo adempimento verrebbe messa a disposizione una sorta di “precalcolata”: in pratica, l’importo delle ritenute dovute dal datore per ogni trimestre solare sarà pubblicato sul sito dell’Inps insieme all’ammontare dei contributi dovuti.

Il problema dell’evasione

La proposta di Garavaglia – emersa durante l’audizione del direttore delle Entrate Vincenzo Carbone dello scorso 14 aprile - parte dall’assetto attualmente previsto per colf e badanti «laddove il committente paga direttamente i contributi e poi il soggetto deve versare l’Irpef».

In quella occasione il presidente della commissione Finanze sottolineò il dato di «un’Irpef non versata di circa mezzo miliardo all’anno», lanciando l’ipotesi di «un regime semplificato per cui, già che versi i contributi, versi anche la ritenuta Irpef, magari anche con una flat tax, riducendo quindi la tassazione» in quanto poi l’imposta voi viene versata.

La flat tax al 4% per i pensionati dall’estero

Da Fratelli d’Italia, che ha presentato già una proposta di legge sul tema, è arrivata anche una proposta per attrarre i pensionati e competere così con le agevolazioni fiscali previste da altri Paesi.

L’emendamento presentato da Domenico Matera e Fausto Orsomarso prevede che per i titolari di redditi da pensione erogata da enti previdenziali italiani che trasferiscono la residenza fiscale da Paesi appartenenti all’Unione europea o extra Ue a comuni inclusi nelle aree individuate dalla Strategia nazionale per le aree interne, è prevista un’imposta sostitutiva sui redditi al 4 per cento.

Il trasferimento deve avvenire in piccoli comuni con massimo 5mila abitanti (la proposta di legge dello stesso Matera invece fa riferimento a 3mila abitanti). La scelta del regime agevolato si applica per i primi quindici periodi d’imposta successivi a quello in cui diviene efficace.

Soglia di tolleranza su scontrini e Pos

Tra le altre modifiche, anche in questo caso sostenute dal presidente della commissione Finanze del Senato Massimo Garavaglia, c’è l necessità di calmierare il regime sanzionatorio per gli errori di natura formale commessi a seguito dell’abbinamento tra Pos e registratori telematici per l’emissione degli scontrini elettronici.

La norma della manovra 2025 in vigore dallo scorso 1° gennaio è entrata nel vivo con la possibilità di accoppiamento online tra i terminali per i pagamenti con moneta elettronica e i registratori per gli scontrini.

L’ipotesi contenuta nell’emendamento targato Garavaglia è di ammettere una soglia di tolleranza fino al 5% in caso di divergenza tra il numero dei corrispettivi giornalieri e trasmessi e quello dei pagamenti elettronici accettati.

Del resto, l’effetto deterrente della norma sembra stia già dando i primi risultati. «Abbiamo recuperato 40 milioni di scontrini con il collegamento con il Pos nel periodo dal 1° gennaio al 15 aprile 2026», ha spiegato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo lo scorso 29 aprile durante «Cinque minuti» di Bruno Vespa.

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