Comunicazione

Cinque italiane nella top 10 globale: l’Italia degli eventi conquista la vetta

La classifica Bea World Top 50 certifica un cambio di passo: prima Ninetynine e un sistema che non è più solo creatività, ma che è industriale e compete stabilmente sui mercati internazionali.

di Andrea Biondi

Il Giubileo dei giovani del 2025, organizzato da Ninetynine

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Cinque italiane nelle prime 10. E la vetta mondiale in uno dei comparti dove l’improvvisazione non basta più da tempo: quello degli eventi.

La fotografia arriva dalla classifica BEA World Top 50 Event Agencies, uno dei riferimenti globali per la live communication. Il dato che colpisce non è soltanto il vertice - con Ninetynine prima al mondo con 71 punti - ma la profondità della presenza italiana: cinque agenzie private nelle prime dieci (Next Group; Balich Wonder Studio; Ega Worldwide e Filmmaster). Un segnale netto, difficilmente liquidabile come episodio isolato.

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Nella classifica generale dietro Ninetynine si piazzano la olandese XSAGA (58 punti) e, a pari merito, la spagnola Experientia e l’olandese WINK (55). Ma è la distribuzione complessiva a raccontare una storia diversa: l’Italia non è più un outsider capace di colpi di genio, è un sistema che regge il confronto lungo tutta la filiera.

Il ranking, del resto, non premia l’acuto ma la continuità. L’analisi considera le performance tra il 2017 e il 2025, ricalcolando i punteggi delle diverse edizioni e includendo tutti gli eventi vincitori anche in presenza di successi multipli. Un perimetro più rigoroso, che riduce le distorsioni e misura davvero la capacità di stare sul mercato internazionale nel tempo.

È qui che il dato italiano acquista peso. Perché emergere una volta è possibile, consolidarsi è un’altra storia. E in un settore che nel frattempo è diventato sempre più complesso — tra tecnologia, comunicazione, logistica e gestione degli stakeholder — la differenza la fa chi sa tenere insieme tutto.

Solo guardando a Ninetynine - e tralasciando le cerimonie olimpiche di Bws o Filmmaster - si capisce bene il salto: dal Tour Mondiale di Nave Amerigo Vespucci ai grandi eventi giubilari, fino al Ferrari Capital Markets Day. Non semplici eventi, ma piattaforme articolate dove convivono istituzioni, brand globali, sicurezza, reputazione e ritorni economici. «È una testimonianza concreta della nostra capacità di gestire progetti complessi e di grande portata, coniugando marketing strategico, comunicazione integrata e eventi innovativi in piena sinergia con istituzioni, organizzazioni del terzo settore ed i più importanti brand del mondo», ha commentato il ceo di Ninetynine, Simone Mazzarelli.

Ed è proprio questo il punto. L’Italia degli eventi, a lungo raccontata come laboratorio creativo, mostra oggi un’altra faccia: organizzazione, metodo, capacità industriale. Non più solo talento, ma processo. Non più improvvisazione brillante, ma affidabilità.

Cinque agenzie nelle prime dieci non sono una coincidenza. Sono un’indicazione di sistema. Significa che esiste una filiera capace di competere su scala globale, che ha imparato a parlare la lingua dei grandi clienti internazionali senza perdere identità.

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