Cinema, nel 2025 in flessione i costi di film e produzioni Tv e web
A Venezia presentato il Rapporto della Dgca del ministero della Cultura. Per il grande schermo calo degli investimenti (-4,6%) e va peggio all’audiovisivo: -19%
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La sala recupera terreno e i set continuano a lavorare. Però un segnale di rallentamento per il settore del cinema e dell’audiovisivo arriva, dopo anni di espansione. La cartina di tornasole sta nei dati di frenata della produzione con i suoi costi.
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L’immagine restituita ieri dalla presentazione del Rapporto della Direzione generale Cinema e Audiovisivo, unitamente a un focus sugli investimenti attivati dal tax credit internazionale a cura dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e dalla Dgca del Ministero, è quella di un settore in cerca di un nuovo equilibrio, in cui la sfida è fare in modo che attorno alla leva del tax credit possano farsi strada strumenti finanziari capaci di accompagnare le imprese.
Un dato su cui riflettere riguarda i costi di produzione. Nel 2025 i lungometraggi classificati sono 403, sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente e il 29% in più sul 2021, ma il valore complessivo dei film scende a 799 milioni di euro, il 4,6% in meno sul 2024. I film italiani ammissibili sono 364, mentre le coproduzioni diminuiscono del 10,6%. Anche il tax credit alla produzione arretra: le richieste valgono 215 milioni, contro i 234,6 milioni dell’anno precedente.
La correzione è ancora più marcata nell’audiovisivo. Le opere tv e web consegnate alla Dgca sono 226, in calo sul 2024, e il loro costo complessivo scende del 19%, da circa un miliardo a 814 milioni. Il tax credit richiesto si ferma a 234 milioni, il 17% in meno. Sono numeri che indicano un raffreddamento dopo la fase di espansione degli ultimi anni.
A Venezia Alessandro Giuli mette l’accento sulla riforma. «C’è un testo condiviso di riforma della disciplina del cinema e dell’audiovisivo, approvato all’unanimità dalla Commissione Cultura della Camera e ora avviato all’esame dell’Aula», dice il ministro della Cultura. E aggiunge: «In Italia si lavora per semplificare e riformare il sistema, e siamo in grado di farlo senza litigare. Già questa è una notizia». Nel testo sono entrati il riordino del tax credit, due finestre annuali per l’accesso alle misure di sostegno e l’istituzione di un’Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo. Giuli ricorda inoltre i «200 milioni di euro recuperati» prima della pausa estiva e insiste sul fatto che «il settore ha patito difficoltà e ha ancora bisogno di fiducia».







