Per Alberto Chiandetti, portfolio manager di Fidelity, una delle più grandi case di investimento al mondo con 4.200 miliardi di dollari in gestione, «l'esempio italiano del meccanismo del voto di lista, che è un autentico fiore all'occhiello, non ha eguali al mondo perché permette di introdurre rappresentanze di indipendenza che possono essere utili all’azienda». Un punto però è chiaro. «Noi come qualsiasi altra casa di investimento abbiamo come fine ultimo il bene dei nostri clienti sottoscrittori, e vogliamo che le aziende puntino a massimizzare il ritorno sul capitale nel lungo termine, non che seguano strategie di breve respiro».
Ma come si traduce questo approccio nelle scelte di voto in assemblea? «Ciò che è importante per noi è cercare i migliori board per gestire l'azienda nel miglior modo in un'ottica di lungo termine. Ciò però non vuol dire presentare sempre una lista di indipendenti insieme agli altri fondi. Ci sono state volte in cui abbiamo votato a favore di altre liste, di maggioranza o minoranza».
In questa puntata parliamo dei nuovi mutui fino a 40 anni che possono aumentare la cifra finanziabile per gli under 36; delle nuove regole europee sugli imballaggi e di cosa cambia per imprese e consumatori;...