Il profilo

Chi è Thomas Fugate, il 22enne a capo dell’antiterrorismo Usa

Scelto da Trump per guidare il CP3 a soli 22 anni, Fugate è il simbolo di una nuova leva repubblicana. Giovane, inesperto e fedele al presidente, dovrà dimostrare di essere all’altezza del compito più delicato della sicurezza interna americana

di Silvia Martelli

4' di lettura

4' di lettura

A poche settimane dalla sua nomina a capo del Center for Prevention Programs and Partnerships (CP3), l’ufficio del Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) incaricato della prevenzione del terrorismo interno negli Stati Uniti, Thomas Fugate è ormai una delle figure più discusse nel panorama politico americano. La sua scelta da parte dell’amministrazione Trump, in un contesto di crescenti tensioni interne e internazionali, ha acceso il dibattito tra analisti, politici e opinione pubblica.

Ma chi è davvero Thomas Fugate? E perché proprio lui è stato scelto per guidare un organismo tanto delicato?

Loading...

Originario di San Antonio, Texas, Fugate incarna il prototipo del giovane attivista conservatore emerso negli ultimi anni all’ombra dell’onda trumpiana. Classe 2002, ha conseguito la laurea in Politica e Diritto nel maggio 2024 alla University of Texas. Durante gli anni universitari si è distinto soprattutto per l’impegno politico più che per meriti accademici: ha partecipato al programma Texas Civic Ambassadors ed è stato attivo in organizzazioni e think tank di area conservatrice come la Heritage Foundation. Ha inoltre svolto tirocini presso uffici parlamentari repubblicani alla Camera dei Rappresentanti.

Il suo curriculum, tuttavia, non presenta alcuna esperienza diretta nel campo della sicurezza nazionale o nella prevenzione della radicalizzazione. Prima della laurea, Fugate aveva svolto lavori occasionali: dalla manutenzione dei giardini ai turni nei supermercati H-E-B. Una traiettoria ordinaria, fino al coinvolgimento nella campagna di Donald Trump per le presidenziali del 2024. Proprio in quell’ambito si è guadagnato l’attenzione di figure chiave dell’entourage trumpiano.

Il vero salto avviene dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca. In breve tempo, Fugate ottiene un ruolo nello staff presidenziale e viene poi indicato come successore di William Braniff alla guida del CP3. Una nomina che ha fatto discutere non solo per l’inesperienza del giovane texano, ma anche per le circostanze che l’hanno resa possibile: Braniff, veterano e studioso rispettato di radicalizzazione e terrorismo interno, si è dimesso in polemica con l’amministrazione dopo i drastici tagli al centro e le accuse (mai dimostrate) di simpatie progressiste in alcuni programmi finanziati.

Il CP3, nato sotto l’amministrazione Biden, era stato concepito come una risposta integrata al fenomeno crescente della violenza interna di matrice ideologica, suprematista o politica. Sotto Braniff, contava circa ottanta dipendenti e gestiva fondi per decine di milioni di dollari. Oggi, sotto la nuova gestione trumpiana, il centro è ridotto a poco più di venti addetti e il budget è stato quasi azzerato.

La nomina di Fugate ha dunque assunto un significato più politico che tecnico. Per l’amministrazione Trump, depotenziare il CP3 significa archiviare un’impostazione considerata ideologica, “liberal” e persino, secondo alcuni ambienti della destra più radicale, “anti-conservatrice”. “Non servono sociologi o educatori per fermare i terroristi. Serve polizia. Serve repressione”, ha dichiarato un consigliere vicino al presidente, sintetizzando l’approccio pragmatico e muscolare che caratterizza la nuova linea del DHS.

Ma l’arrivo di Fugate al CP3 non è solo un segnale interno. La sicurezza americana, già sotto pressione per il riaccendersi delle tensioni con l’Iran e per le minacce di vendette incrociate legate al contesto internazionale, si trova oggi a fare i conti con un quadro fragile anche sul fronte interno. Le sparatorie di matrice politica, le minacce ai pubblici ufficiali e la polarizzazione esasperata rendono il terreno fertile per derive violente. Proprio per questo motivo, molti analisti hanno giudicato la scelta di un profilo inesperto come Fugate un azzardo.

Le critiche sono arrivate trasversalmente. Il senatore democratico Chris Murphy ha scritto: “22 anni. Mai un giorno di esperienza nella lotta al terrorismo. Ma è fedele a Trump, quindi ha ottenuto il posto. Nel momento in cui temiamo attentati iraniani, questo è chi ci protegge”. Anche figure moderate del Partito Repubblicano hanno espresso perplessità, sebbene spesso in forma riservata, temendo ripercussioni politiche per contraddire apertamente il presidente.

Chi conosce Fugate ne dipinge un ritratto contrastante. C’è chi parla di un ragazzo ambizioso, con un talento naturale per le dinamiche interne al partito, capace di guadagnarsi rapidamente la fiducia dei vertici. Altri lo descrivono come un idealista, affascinato dalla retorica del “governo snello” e deciso a ridurre ciò che considera sprechi e doppioni nel sistema della sicurezza nazionale.

Al momento, Fugate non ha ancora delineato pubblicamente un piano operativo per il futuro del CP3. Secondo alcune fonti, l’obiettivo reale potrebbe essere il progressivo smantellamento del centro, considerato dalla nuova amministrazione un retaggio dell’era progressista. Altri suggeriscono che il giovane dirigente possa essere semplicemente un “traghettatore”, scelto per la sua fedeltà politica e destinato a ricoprire il ruolo fino a una futura riorganizzazione più profonda del DHS.

Quello che è certo è che il nome di Thomas Fugate è destinato a rimanere al centro del dibattito nei prossimi mesi. Simbolo di una nuova generazione di dirigenti repubblicani nati e cresciuti sotto l’influenza del trumpismo, rappresenta al tempo stesso l’incognita di una scelta che potrebbe rivelarsi audace oppure fatale. Nel cuore di una macchina burocratica e operativa complessa come quella della sicurezza americana, l’outsider texano dovrà ora dimostrare se la fedeltà politica può davvero sostituire l’esperienza o se, al contrario, rischia di lasciare il Paese più esposto alle minacce di sempre.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti