Il voto della Germania Est

Sahra Wagenknecht: l’astro rosso-bruno che sfida il sistema politico tedesco

Il suo partito è la vera novità delle elezioni in Sassonia e Turingia, ma le sue posizioni su Nato, Ucraina e immigrazione somigliano a quelle dell’ultradestra. Sahra Wagenknecht è la nuova figura politica che sta emergendo in Germania, con un movimento che unisce temi populisti di sinistra e destra

di Gianluca Di Donfrancesco

Aggiornato il 21 febbraio 2025, ore 18:26

La leader dell’Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw) tiene un discorso a Erfurt, in Turingia

3' di lettura

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Sahra Wagenknecht è la vera novità delle sistema politico tedesco. Nelle elezioni in Sassonia e Turingia del 2024, il partito che porta il suo nome è andato in doppia cifra. In Turingia, dove Afd ha la maggioranza relativa, l’Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw) è entrata nel Governo in coalizione con Cdu e Spd. Wagenknecht ha svuotato la Linke, da cui si è staccata a gennaio, e si è imposta con temi populisti e sovranisti, spesso sovrapponibili a quelli dell’ultradestra, con la quale condivide l’avversione alla Nato e al sostegno all’Ucraina. Una eco delle argomentazioni usate dalla propaganda filo-putiniana. Anche Bsw chiede una stretta sull’immigrazione. L’ascesa del partito ha però subito una battuta d’arresto nella campagna per le elezioni anticipate del 23 febbraio 2025: nei sondaggi è scesa sotto la soglia di sbarramento del 5%.

Un mix rosso-bruno

Wagenknecht (55 anni) è un volto noto in Germania e ha costruito la sua fortuna negli Stati ex comunisti dell’Est, ai quali offre una ricetta economica di «welfare di sinistra combinata con una politica sociale di destra», spiega il politologo Jan Philipp Thomeczek. Sostiene l’aumento delle pensioni e del salario minimo e investimenti sulla scuola, frena su transizione energetica, asilo e migranti. Un partito di sinistra e conservatore, emblema dell’ibrido rosso-bruno, che anche altrove in Europa pesca nei populismi di destra e di sinistra.

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Bsw è orgogliosamente anti-casta e anti-sistema, proprio come Alternative für Deutschland, con la quale giura di non volere alleanze: «Hanno una visione del mondo etnica e quindi mille miglia lontano da noi», ha detto Wagenknecht, all’indomani del voto in Turingia.

Con la retorica contro «chi sta in alto», Wagenknecht veste i panni dell’«avvocato della gente comune» e si rivolge alle classi lavoratrici che si sentono lasciate indietro dal Governo federale e dalla globalizzazione. Definisce i partiti al potere «pericolosi, stupidi, avidi e ipocriti». Un giorno dopo le elezioni europee di giugno 2024, in cui Bsw aveva già ottenuto il 6,2% dei voti, Wagenknecht ha dichiarato: «Siamo lì per le persone che hanno perso la fiducia nella democrazia» e ha continuato dicendo che il suo partito sta dalla parte dei «disperati».

Il tempismo non poteva essere migliore, il partito ha lanciato la sua sfida con l’economia tedesca incagliata in una lunga crisi economica. L’eterogenea coalizione di Governo sarebbe caduta nel giro di qualche mese.

Meglio Putin

Come Alternative für Deutschland, l’Alleanza Sahra Wagenknecht, di fatto, preferisce la Russia di Vladimir Putin alla Nato. Bsw si oppone alle sanzioni a Mosca e all’invio di armi all’Ucraina, esortando a trovare una soluzione diplomatica al conflitto. Un punto di vista che convince molti elettori della Germania orientale.

Durante la visita di Volodymyr Zelensky, a giugno, Wagenknecht e i suoi colleghi di partito, insieme a gran parte dell’Afd, si sono allontanati dal Bundestag, per protestare contro l’intervento del presidente ucraino, «per solidarietà con tutti gli ucraini che vogliono un cessate il fuoco immediato e una soluzione negoziata», come ha dichiarato un membro di Bsw.

Wagenknecht si è schierata apertamente contro Donald Trump. Il 4 febbraio, in un comizio a Monaco, ha dichiarato: «Trump vuole rilanciare l’economia americana ed è per questo che vuole imporre i dazi, perché vuole che compriamo gas americano, ancora più costoso. Perché vuole che compriamo ancora più armi dagli Stati Uniti. Abbiamo bisogno di un governo federale che dica stop».

Partito personale

Nata a Jena, in Turingia (il laboratorio politico della Germania), sposata con l’ex presidente della Spd e ministro delle finanze Oskar Lafontaine, Wagenknecht ha iniziato la carriera politica nel Partito comunista ed è passata alla Linke dopo la riunificazione tedesca. L’Alleanza Sahra Wagenknecht, lo dice già il nome, è un partito estremamente personale, che vive del consenso della sua fondatrice, alimentato anche attraverso le posizioni divisive e polarizzanti che esprime.

La «regina delle nevi» come l’ha ribattezzata Der Spiegel per la sua freddezza, piace molto alle emittenti televisive ed è spesso ospite dei talk show politici.

I suoi critici sostengono che Wagenknecht e la sua Bsw abbiano un rapporto difficile con la verità (problema ricorrente con i populisti) e che le loro affermazioni siano spesso basate su fatti distorti, spesso confutate dai fact-checker, come è successo sulle guerre in Ucraina e a Gaza.

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