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Chi è Paolo Zampolli, l’amico di Trump che vuole ripescare l’Italia ai Mondiali

Figlio del distributore di Hasbro, è stato agente di modelle e immobiliarista. Amico di Epstein, presentò Melania a «The Donald»

Paolo Zampolli (a destra) con Donald e Melania Trump: fu lui a presentare la futura first lady al presidente Usa (IPP)

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L’Italia ai Mondiali di calcio del 2026 al posto dell’Iran. È questa la «proposta indecente» avanzata alla Fifa da Paolo Zampolli, inviato speciale per le Partnership globali legato a Donald Trump, secondo cui il palmarès azzurro — quattro titoli mondiali vinti nel 1934, 1938, 1982 e 2006 — renderebbe legittima una simile sostituzione. Come riferito dal Financial Times, l’iniziativa rientrerebbe in un tentativo più ampio di ricucire i rapporti tra il presidente Usa e la premier italiana Giorgia Meloni, incrinatisi dopo le critiche di Trump al Papa, proprio in relazione al conflitto con l’Iran.

Per comprendere bene gli effetti che potrebbe avere questa proposta, è necessario ripercorrere la parabola di vita di Paolo Zampolli, personaggio centrale quando si tratta di attivare canali informali tra Stati Uniti e Italia, da anni legato personalmente a Trump. È proprio questa relazione di fiducia ad avergli consentito di assumere un ruolo chiave nel rafforzamento delle relazioni bilaterali tra Washington e Roma.

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La traiettoria professionale di Zampolli è tutt’altro che lineare. Nato a Milano nel 1970, cresce nell’azienda di famiglia, la Harbert, fondata dal padre Giovanni e attiva nella distribuzione italiana dei prodotti Hasbro legati a franchise come Star Wars e Marvel. La morte improvvisa del padre, avvenuta in un incidente sugli sci quando Paolo aveva appena 18 anni, segna una svolta radicale: interrompe il percorso universitario e decide di cedere l’impresa.

La seconda metà degli anni Novanta rappresenta il primo vero punto di svolta. Zampolli entra nel circuito della moda internazionale e nel 1994 collabora all’organizzazione del concorso «Look of the Year» a Ibiza. In quell’occasione conosce John Casablancas, storico fondatore dell’agenzia di modelle Elite Model, che lo sprona a spostarsi a New York. Qui Zampolli costruisce una rete di contatti globali, fonda la ID Models e lavora con vere e proprie icone delle passerelle come Heidi Klum e Claudia Schiffer.

Lo stesso periodo è cruciale anche per l’inizio del suo rapporto con Trump. È infatti Zampolli a presentare Melania Knauss al magnate immobiliare durante un evento della Fashion Week newyorkese nel settembre del 1999. Il legame si consolida negli anni successivi e nel 2004, su consiglio dello stesso Trump, Zampolli decide di lasciare il settore della moda per entrare nel real estate.

Dopo aver ricoperto per quattro anni l’incarico di direttore dello sviluppo internazionale del Trump Group, fonda il Paramount Group, società immobiliare rivolta a una clientela di fascia altissima e caratterizzata da una strategia fortemente incentrata sull’immagine. Tra le idee più discusse, l’impiego di modelle come consulenti per accompagnare i clienti nei progetti di lusso.

Parallelamente prende forma anche un curioso percorso diplomatico. A partire dal 2011 Zampolli ricopre l’incarico di ambasciatore della Repubblica Dominicana presso le Nazioni Unite e, in seguito, quello di ambasciatore per la tutela degli oceani. Le amministrazioni cambiano, ma Zampolli resta a galli: nel 2021 viene infatti nominato da Joe Biden nel Consiglio presidenziale per lo sport, la salute e la nutrizione.

Oggi, a 55 anni, Zampolli è tornato a occuparsi direttamente del «dossier italiano» nel ruolo di inviato speciale, una posizione che lo colloca al centro dei nodi più sensibili del dialogo tra Stati Uniti e Italia. In questo quadro si inserisce anche l’incontro avvenuto alcune settimane fa a Roma, al ristorante Sanlorenzo, con il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, soprannominato «Giuseppi» da Trump quando era premier, nel 2019.

Conte ha successivamente minimizzato l’episodio, spiegando sui social che la linea politica del M5S resta invariata. In conferenza stampa ha raccontato di aver detto a Zampolli che, se Trump si riconosce nello slogan «Make America Great Again», lui rivendica un «Make Italy Great Again».

In una recente intervista al programma di Rai3 «Report», poi minacciato di azioni legali da Zampolli dopo la messa in onda, l’imprenditore italiano ha confermato di aver presentato Melania a «The Donald». Nella trasmissione televisiva si è parlato anche dei suoi rapporti con Jeffery Epstein, il finanziere pedofilo morto suicida in carcere nel 2019, protagonista dello scandalo che nell’ultimo anno si sta abbattendo sull’amministrazione Trump e più in generale sul jet set internazionale. Proprio Melania Trump ha citato Zampolli nella conferenza stampa che ha tenuto sul caso Epstein.

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