Caso Minetti, pg di Milano: «Possibile modifica parere». Lei: «Percorso adottivo nel rispetto della legge». Meloni: mi fido di Nordio
I magistrati della Procura generale di Milano: «Abbiamo la coscienza a posto»
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La Procura Generale di Milano, qualora l’istanza di grazia di Nicole Minetti si rivelasse fondata su elementi incongruenti e non veritieri, trasmetterà gli atti alla Procura per l’apertura di una indagine a carico dell’igienista dentale. È quanto si apprende in ambienti giudiziari milanesi. Tra gli accertamenti delegati all’Interpol ci sono anche quelli che riguardano il periodo in cui Minetti avrebbe soggiornato a Ibiza. Da quanto si è saputo, vista l’urgenza, il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa avrebbe chiesto di essere informato anche in caso di esiti parziali degli accertamenti.
Dopo gli accertamenti celeri del ministero della Giustizia, che ha presentato la richiesta di grazia della ex consigliera regionale della Lombardia al Quirinale, sono dunque in corso quelli della Procura generale della Corte d’Appello di Milano, di concerto con l’Interpol. In tarda mattinata il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha raggiunto Palazzo Chigi, dove ha incontrato per circa un’ora il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Secondo quanto è stato riferito, il colloquio era già previsto ed è stato incentrato sull’esame di alcuni provvedimenti.
Interviene la stessa Minetti con una nota: “Smentisco categoricamente di aver mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto”. “L’intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge - aggiunge - seguendo la procedura ordinaria, dalla fase di pre-adozione fino all’affidamento definitivo, come documentalmente dimostrato e allegato’. ’Le ricostruzioni diffuse da alcuni organi di stampa - afferma Minetti - risultano pertanto infondate e lesive, oltre che in contrasto con le norme e gli stessi principi deontologici a tutela dei minori”. “Ritengo doveroso intervenire per tutelare la mia persona, la mia famiglia e soprattutto mio figlio, gravemente esposti a una indebita e ingiustificata esposizione mediatica”. “Sono state diffuse ricostruzioni false, gravemente lesive della mia reputazione, accompagnate dalla divulgazione di informazioni riguardanti un minore che, per legge, non avrebbero mai dovuto essere rese pubbliche, in palese violazione dei principi posti a tutela dei minori”. Minetti precisa inoltre “di non essere mai stata indagata né di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini a mio carico, né in Uruguay né in Spagna”.
In serata la premier Giorgia Meloni ha detto sul caso Minetti: «Mi fido del ministro Nordio».
I dubbi sulla grazia
Andiamo con ordine. A febbraio è stata concessa la grazia dal capo di Stato Sergio Mattarella a Nicole Minetti, che aveva cumulato 3 anni e 11 mesi di condanne per favoreggiamento della prostituzione e peculato. Il provvedimento di clemenza è stato attivato a causa della sua situazione familiare, in particolare per le condizioni di salute di un minore oltreoceano che aveva adottato.








