Giustizia

Nicole Minetti, indagini internazionali su adozione e stile di vita per la richiesta di grazia

La Procura generale di Milano riceve i primi risultati delle verifiche estere nell’istruttoria supplementare sul caso Minetti, in attesa di un parere definitivo.

aggiornato alle ore 17:15

© Gian Mattia D'Alberto / LaPresse 20-03-2012 foto d0archivio - Milano crdurante un consiglio della Regione Lombardia LaPresse

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Stanno arrivando alla Procura generale di Milano i primi esiti degli accertamenti in corso, anche in Uruguay e in Spagna, relativi all’istruttoria supplementare per far luce sulla richiesta di grazia ottenuta da Nicole Minetti, l’ex consigliera lombarda che deve espiare 3 anni e 11 mesi di reclusione per sfruttamento della prostituzione nel caso Ruby e peculato nel processo Rimborsopoli.

La procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto pg Gaetano Brusa quando avranno un quadro completo si esprimeranno e se dovesse emergere qualche elemento “ostativo” potrebbero rivedere il loro parere.

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Da quanto si apprende, il parere della Procura generale sulla questione, diventata anche una diatriba politica, non è atteso questa settimana.

Gli approfondimenti viaggiano su un doppio binario:
1) da un lato l’ulteriore verifica della documentazione legata all’adozione di un minore malato in Uruguay; in particolare, la procura generale di Milano intende accertare la “veridicità” della sentenza del tribunale di Moldonado, in Uruguay, che nel 2023 ha certificato la regolarità dell’iter per l’adozione del bambino:
2) dall’altro il “cambio vita” dell’ex consigliera regionale lombarda. La procura generale aveva infatti espresso parere positivo alla grazia poi concessa a Nicole Minetti proprio sulla base di uno “stile di vita successivo al reato” che “l’ha vista impegnata costantemente in attività a carattere umanitario con la costituzione di un nucleo famigliare e l’adozione di un minore con gravi problemi di salute che necessita di attenzioni e cure significative”.

Inoltre l’interopol è stata incaricata di certificare l’assenza di eventuali indagini o procedimenti penali avviati a carico di Minetti da parte di autorità giudiziarie straniere.

Gli accertamenti medici e sulla sentenza estera e del Tribunale dei minori di Venezia che ha dichiarato efficace - con un documento datato 19 luglio 2024 - l’adozione del figlio di Minetti e Giuseppe Cipriani sono affidati ai carabinieri, mentre gli accertamenti all’estero (Uruguay e Spagna) sono affidati all’Interpol.

Minetti è rappresentata dagli avvocati Antonella Calcaterra ed Emanuele Fisicaro.

Infine la procura generale ha chiesto una serie di approfondimenti investigativi sullo “stile di vita” dell’ex igienista dentale di Berlusconi, finita al centro dello scandalo sulle olgettine e sul ’bunga bunga’ ai festini di Arcore.

Legali Minetti incontrano Pg Milano, consegnati ulteriori atti

I legali di Nicole Minetti, Fisicaro e Calcaterra, hanno incontrato questa mattina il procuratore generale di Milano Francesca Nanni e il sostituto pg Gaetano Brusa.

Nel corso dell’incontro i legali hanno consegnato ai magistrati ulteriore documentazione relativa all’adozione del bimbo in Uruguay, ad integrazione di quanto già messo a disposizione degli inquirenti per chiarire tutti i contorni della vicenda.

L’indagine avviata all’interno dell’Inau (Instituto del Niño y Adolescente del Uruguay) sulla regolarità dell’adozione a favore della coppia Minetti-Cipriani è appena iniziata e si concluderà tra settimane: il procedimento prevede diversi controlli e analisi interne.

 Lo rende noto all’Ansa una fonte vicina all’ente uruguaiano che si occupa delle adozioni.

Bisio scherza con Sorrentino al Quirinale su La grazia: una parola che dico sottovoce

“Conoscendo la mia fama di gaffeur gli amici mi hanno consigliato argomenti da non affrontare e parole da non dire e prometto che non lo farò; ma ce n’è una che non posso non dire, perché ha ottenuto 14 candidature, mi riferisco al film di Paolo Sorrentino (La Grazia, ndr)... la dirò sottovoce anche per non creare imbarazzi da parte di nessuno”.

Così ha scherzato Claudio Bisio, all’inizio del suo intervento come conduttore della cerimonia di presentazione al Quirinale dei candidati ai Premi David di Donatello 2026, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“C’è chi suggerisce che quell’indagine giornalistica (sul caso Minetti, ndr) l’hai fatta tu per far parlare del tuo film - ha aggiunto Bisio continuando nella boutade, rivolgendosi a Sorrentino -. Io so che non è vero”. C’è “chi si aspetta da me discorsi seri e severi sulla legge del cinema, i criteri con cui vengono attribuiti i contributi selettivi - ha osservato l’attore e regista milanese -. Io non affronterò questi temi, sono venuto qui in pace”.

Poi, sempre sul filo dell’ironia, si è rivolto al ministro Giuli suggerendo di “lasciare perdere i tagli lineari, le commissioni ministeriali, l’identità italiana” e fare invece “una legge semplice, risolutiva, per rendere i nostri film bellissimi, facciamo che debbano durare 10 minuti in meno”.

Infine, Bisio ha ricordato che “il cinema è per tutti noi lavoro ma anche passione, ci piace farlo ma anche vederlo in sala, non sulle piattaforme. I nostri film vanno visti là... e sulle piattaforme magari quelli degli altri”.

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