Usa

Caso Epstein, Hillary Clinton accusa Trump di insabbiamento

In un’intervista alla BBC, l’ex segretaria di Stato accusa la Casa Bianca di rallentare la diffusione dei documenti e chiede piena trasparenza. Trump respinge le accuse e rivendica l’operato del Dipartimento di Giustizia

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Hillary Clinton ha accusato l’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di insabbiare parte dei documenti legati a Jeffrey Epstein, parlando apertamente di “cover-up” durante un’intervista rilasciata alla BBC a Berlino, dove partecipava al World Forum annuale. L’ex segretaria di Stato ha sollecitato la pubblicazione integrale dei file, sostenendo che la diffusione stia procedendo troppo lentamente. La Casa Bianca ha respinto le accuse, affermando di aver fatto più dei democratici per le vittime rendendo pubbliche migliaia di pagine.

Al centro della vicenda ci sono i documenti relativi alle indagini su Jeffrey Epstein, morto il 10 agosto 2019 in una cella di New York mentre era in attesa di processo per traffico sessuale di minori, senza possibilità di cauzione. A gennaio il Dipartimento di Giustizia statunitense ha reso pubblici milioni di nuovi documenti dopo l’approvazione da parte del Congresso dell’Epstein Files Transparency Act. Il Dipartimento ha dichiarato di aver diffuso tutto il materiale richiesto dalla legge, ma diversi parlamentari ritengono il rilascio incompleto.

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Tra questi il deputato repubblicano del Kentucky Thomas Massie, coautore della norma, che ha chiesto la pubblicazione anche dei memorandum interni sulle decisioni prese in passato circa l’eventuale incriminazione di Epstein e dei suoi collaboratori. La gestione dei file è diventata terreno di scontro politico, con accuse incrociate tra repubblicani e democratici. Hillary Clinton ha ribadito che “la luce del sole è il miglior disinfettante” e ha chiesto che tutto venga reso pubblico. Ha inoltre sostenuto che lei e il marito sarebbero usati come “specchietto per le allodole” per distogliere l’attenzione da Trump.

Bill Clinton e Hillary Clinton compariranno davanti alla commissione di vigilanza della Camera nell’ambito dell’inchiesta. L’ex presidente è atteso il 27 febbraio, mentre l’ex segretaria di Stato il giorno precedente. Il voto per dichiararli in oltraggio al Congresso, dopo il loro iniziale rifiuto di presentarsi, è stato poi accantonato quando la coppia ha accettato di testimoniare. Sarà la prima volta che un ex presidente statunitense depone davanti a una commissione parlamentare dai tempi di Gerald Ford nel 1983.

Bill Clinton è citato più volte nei file ed era in rapporti con Epstein, ma ha dichiarato di aver interrotto ogni contatto circa vent’anni fa. Nessuno dei due coniugi è stato accusato di illeciti dalle vittime del caso e hanno sempre negato di essere stati a conoscenza delle attività criminali del miliardario all’epoca dei fatti. I Clinton hanno chiesto che l’audizione si svolga in pubblico e non a porte chiuse, per garantire trasparenza e parità di trattamento. “Non abbiamo nulla da nascondere”, ha affermato Hillary Clinton.

Nelle carte compare anche il nome di Donald Trump, citato centinaia di volte. Il presidente ha sempre negato qualsiasi comportamento illecito in relazione a Epstein e ha dichiarato di aver interrotto i rapporti con lui decenni fa. Interpellato dalla BBC a bordo dell’Air Force One, ha sostenuto di essere stato scagionato e di non avere nulla a che fare con il finanziere. In passato il Dipartimento di Giustizia aveva precisato che alcune accuse contenute nei documenti, presentate all’FBI poco prima delle elezioni del 2020, erano infondate e prive di credibilità.

La Casa Bianca ha difeso l’operato dell’amministrazione, sottolineando la collaborazione con la commissione di vigilanza della Camera e ricordando l’invito di Trump ad approfondire eventuali legami tra Epstein e figure democratiche. Secondo l’esecutivo, la pubblicazione di migliaia di pagine dimostrerebbe un impegno concreto verso le vittime. Le polemiche, tuttavia, non si sono placate.

Sotto pressione è anche Andrew Mountbatten-Windsor, ex principe britannico, chiamato a testimoniare sui suoi legami con Epstein. L’uomo ha sempre negato ogni addebito e nel 2022 ha raggiunto un accordo extragiudiziale con Virginia Giuffre, senza ammissione di responsabilità. Giuffre, una delle accusatrici più note, si è tolta la vita nel 2025. Hillary Clinton ha dichiarato che chiunque venga convocato dovrebbe testimoniare.

Le ripercussioni delle nuove rivelazioni non si limitano alla politica. Sul fronte aziendale, Thomas Pritzker si è dimesso con effetto immediato dalla carica di presidente esecutivo di Hyatt Hotels Corporation dopo la diffusione di documenti che evidenziano anni di contatti con Epstein e con la sua collaboratrice Ghislaine Maxwell, condannata nel 2021 a vent’anni di carcere per traffico sessuale di minori. Pritzker ha ammesso di aver esercitato “un terribile giudizio” nel mantenere i rapporti e ha parlato di dovere di tutela nei confronti del gruppo alberghiero fondato dalla sua famiglia.

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