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Euro digitale, a che punto stiamo?
Dopo il via libera della commissione per gli affari economici e monetari ecco la tabella di marcia per una prima sperimentazione nel 2027
Ascoltalo oradi Andrea Carli
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Oltre un terzo delle cooperative prevede nei prossimi 4 mesi di rimettere mano ai prezzi a causa dall’aumento dei costi di produzione scaturito dai rincari energetici e delle materie prime. È quanto mette in evidenza un’indagine congiunturale effettuata dall'Area Studi di Legacoop.
In generale, le cooperative chiudono il quadrimestre dicembre-marzo con un segno positivo, anche se le imprese che registrano un aumento della domanda sono il 23% (10 punti percentuali in meno rispetto alla precedente rilevazione), mantengono pressoché invariato il proprio posizionamento nei mercati di riferimento (per il 76%). Riguardo ai prossimi quattro mesi sono ottimiste per l'evoluzione della domanda (il 33% la prevede in aumento), dell'occupazione (in crescita del 25%) e degli investimenti (previsioni positive per il 29%); di segno negativo, invece, le aspettative sull'economia italiana, previste in peggioramento dal 42% delle imprese: e qui a fare paura è, appunto, il caro energia.
Per quanto riguarda il quadrimestre appena trascorso, gli aumenti della domanda superiori al dato medio si sono registrati nei settori dell'industria delle costruzioni (39,1%), dell'edilizia abitativa (39,1%) e delle attività manifatturiere (35,7%). A livello dimensionale, i livelli più elevati di crescita sono evidenziati dalle medie cooperative (35,9%), mentre a livello territoriale la percentuale più elevata è al Nord (28,6%).
Buona anche la dinamica dell'occupazione, stazionaria per il 69,1% delle cooperative e in aumento per il 17,7%, con incrementi superiori al dato medio nell'industria delle costruzioni (30,4%), nelle attività manifatturiere (24,3%) e nella cooperazione sociale (21%).Il tono complessivo non muta nelle previsioni per il prossimo quadrimestre. Accanto ad un 52% di cooperative che si attendono un livello stazionario della domanda, il 33% la prevede in aumento, mentre il 15% si aspetta una diminuzione (quindi con un saldo positivo di 18 punti percentuali).
Più elevate rispetto alla media le aspettative di miglioramento della domanda nelle cooperative culturali (44,6%), dell'edilizia abitativa (43,5%) e dell'industria delle costruzioni (39,1%). Riguardo all'occupazione, prevalgono le previsioni di stazionarietà (per il 64%), ma le previsioni di aumento (25%) sono più elevate di quelle di diminuzione (11%), con un saldo positivo di 14 punti percentuali. Gli aumenti occupazionali più sostenuti sono previsti nelle cooperative delle costruzioni (39,1%), culturali (28,6%) e dei servizi (28%). Buone anche le previsioni relative agli investimenti, previsti in aumento dal 29% delle cooperative.