Draghi: anche senza gas russo coperti fino a ottobre. Preferite la pace o il condizionatore?
Il ministro dell’Economia Franco, accise benzina tagliate di 25 cent fino al 2 maggio
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I punti chiave
- Draghi: per emergenze e riforme serve unità
- Consapevoli del disagio sociale, interverremo
- Produrre in Italia conviene, non drammatizzare
- Franco: prudenti su deficit, ma basta per manovra espansiva
- Energia, il ministro dell’Economia: imprese soffrono, vedremo se rafforzare aiuti
- Accise benzina tagliate di 25 cent fino al 2 maggio
- Draghi: no a fiducia su Csm ma partiti siano collaborativi
- Fiducia su delega fisco? Valutiamo tutte possibilità
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«L’embargo del gas non è ancora e non so se sarà mai sul tavolo ma quanto più diventa orrenda la guerra tanto più i paesi alleati in assenza di una diretta partecipazione alla guerra si chiedono cosa può fare questa coalizione per indebolire la Russia e farla smettere e permette a Kiev di sedersi al tavolo della pace». Lo ha messo in evidenza il presidente del Consiglio Mario Draghi, intervenuto con il ministro dell’Economia Daniele Franco in conferenza stampa dopo l’approvazione del Documento di economia e di finanza da parte del Consiglio dei ministri.
Draghi ha messo in evidenza il fatto che la «situazione sia in divenire» e come dunque l’embargo del gas non sia «un’ipotesi al momento oggetto di discussione per cui la situazione sta modificandosi».
«Preferiamo la pace o il condizionatore acceso? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre» ha detto il premier in conferenza stampa dopo il cdm. «Andiamo con l’Ue, - ha sottolineato - se ci propone l’embargo sul gas, siamo contenti di seguire. Quello che vogliamo è lo strumento più efficace per la pace. Ci chiediamo se prezzo del gas può essere scambiato con la pace».
Quanto agli scenari di rischio delineati nel Def in caso di interruzione delle forniture da parte di Mosca, il capo dell’esecutivo ha assicurato: anche senza il gas russo «fino a fine ottobre siamo coperti, le conseguenze non le vedremmo fino all’autunno».
Draghi: per emergenze e riforme serve unità
Sul piano dello stato di salute dell’economia italiana, il premier ha detto: «È chiaro che la guerra in Ucraina ha causato un peggioramento delle prospettive di crescita».«I consumatori e le imprese - ha continuato - vedono oggi un futuro meno positivo. Non accade solo da noi, ma da noi accade in maniera significativa». Pesano in particolare «l’aumento dei prezzi dell’energia ma poi anche di altri beni, materie prime, beni alimentari. Ma pesa anche la fiducia che è diminuita, la fiducia dei consumatori, la fiducia degli investitori che invece era molto positiva e viva all’inizio dell’anno». Faremo tutto quello che è necessario - ha sottolineato - , all'interno di una cornice di decisioni europee». In quest’ottica diventa fondamentale il sostegno all’attività dell’esecutivo da parte delle forze politiche di maggioranza. « I cittadini vogliono vedere unità di intenti - ha ricordato Draghi - . Fiducia è quello che dobbiamo dare, tutti insieme. ll governo e le forze politiche oggi sono un tutt’uno agli occhi degli italiani. Le battaglie identitarie non rispondono ai bisogni dei cittadini - ha aggiunto Draghi -. In questo momento (le forze politiche, ndr) possono dare fiducia, mostrare che il governo può affrontare l’emergenza con tutte le azioni necessarie, dai sostegni agli aiuti alle famiglie, ma anche continuare il percorso molto positivo, tutto sommato, del Pnrr e delle riforme. Bisogna mettere il governo nelle condizioni di affrontare queste due sfide, serve unità».







