Il caro benzina

Carburanti, il Mef: per le accise mobili necessarie tutte le condizioni. Meloni: aspettiamo introiti Iva

La risposta a un question time in commissione Finanze alla Camera: la compensazione con gli aumenti Iva richiede che si verifichino tutti i requisiti. La replica del M5S: necessari interventi tempestivi

di Marco Mobili e Giovanni Parente

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

L’applicazione del meccanismo delle accise mobili per ridurre la fiammata dei prezzi di benzina e gasolio dopo lo scoppio della crisi in Medio Oriente «dipende necessariamente dal verificarsi di tutte le condizioni economico‑finanziarie previste, in mancanza delle quali le stesse non possono operare». Nel frattempo sia lo scenario che le criticità per l’applicazione sono oggetto di «vigile attenzione da parte del Governo, che monitora costantemente l’evoluzione della situazione». La risposta è arrivata dal ministero dell’Economia con la sottosegretaria Lucia Albano a un question time in commissione Finanze alla Camera presentato dal Movimento 5 Stelle (prima firmataria Enrica Alifano). Una risposta arrivata poco dopo che la premier Giorgia Meloni aveva spiegato al Senato che «il meccanismo si attiva quando l’aumento diventa strutturale, quando l’impatto sui cittadini diventa un impatto reale».

I rincari dei prezzi dei carburanti

Il tema posto nel question time al ministero è se ritenesse «sussistenti i presupposti per l’adozione immediata del decreto di riduzione delle accise sul prezzo dei carburanti e se non ritenga improrogabile adottare iniziative normative contestualmente con tempestività per rimuovere le criticità del meccanismo introdotte nel 2023, adottando parametri di valutazione più sensibili e rappresentativi delle reali oscillazioni dei prezzi al distributore, al fine di rendere immediatamente disponibili le risorse derivanti dall’extra gettito Iva per il taglio delle accise di almeno 15 centesimi al litro, scongiurando altresì la ripartenza della spirale inflazionistica».

Loading...

Il meccanismo delle accise mobili

Nella sua risposta il Mef ricorda che il meccanismo delle accise mobili è stato «previsto dall’articolo 1, commi 290 e 291, della legge 24/12/2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) che prevede, a tutela del cittadino consumatore, che con decreto del ministro dell’Economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, le misure delle aliquote di accisa sui prodotti energetici usati come carburanti ovvero come combustibili per riscaldamento per usi civili stabilite dal Testo unico accise (Tua), possano essere diminuite per compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto derivanti dalle variazioni del prezzo internazionale del petrolio greggio».

Il tutto, però, è vincolato alla condizione che «tale prezzo aumenti, sulla media del mese precedente, rispetto al valore di riferimento indicato nell’ultimo documento di economia e finanza o nella relativa nota di aggiornamento presentati alle Camere, tenendo altresì conto dell’eventuale diminuzione, nella media del bimestre precedente all’adozione del medesimo decreto, del prezzo internazionale del petrolio greggio rispetto a quello indicato nel Def e nella nota di aggiornamento».

La mancanza delle condizioni

Quindi perché scattino i presupposti per l’adozione del meccanismo devono verificarsi «tutte le condizioni economico‑finanziarie previste, in mancanza delle quali le stesse non possono operare».

Gubitosa (M5S): necessari interventi rapidi per cittadini e imprese

La risposta è stata criticata dal Movimento 5 Stelle. «Non siamo assolutamente soddisfatti della posizione espressa. I rincari degli ultimi giorni richiedono un intervento netto e tempestivo da parte del Governo a sostegno di cittadini e imprese che stanno facendo i conti con gli aumenti dei prezzi di benzina e carburanti», spiega Michele Gubitiosa, vicepresidente M5S che ha letto l’interrogazione e replicato in commissione Finanze alla Camera. E, aggiunge Gubitosa, la risposta del governo «si è nascosta dietro al prezzo medio del petrolio, che è un dato già superato dalla realtà, e ha come sempre formulato vaghe promesse, dicendo che vigilerà e monitorerà la situazione. Ma le parole non bastano, servono i fatti. I cittadini che devono pagare la benzina alla pompa o le bollette del gas non se ne fanno niente delle promesse del governo. Serve un intervento immediato».

Meloni: aspettiamo introiti Iva

Come anticipato, pochi minuti prima della risposta Mef in commissione alla Camera, la premier Giorgia Meloni aveva spiegato al Senato che il meccanismo delle accise mobili «utilizza la maggiore Iva derivante dagli aumenti per abbassare le accise. Ora noi parliamo di un problema che abbiamo da qualche giorno, sei giorni, sette giorni. Chiaramente gli introiti derivanti dall’Iva di questo momento cosi’ breve non ci consentono di costruire un impatto che sia percepibile dai cittadini». Dunque, aveva puntualizzato Meloni, «il meccanismo si attiva quando l’aumento diventa strutturale, quando l’impatto sui cittadini diventa un impatto reale».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti