Carburanti, l’emergenza nella Ue. Cosa succede in Germania, Francia e Grecia
L’impennata dei prezzi dei carburanti a causa della guerra in Medio Oriente mette l’Ue in crisi
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Cercare soluzioni rapide per contrastare il caro benzina. Ogni Paese dell’Unione Europea prova a combattere l’aumento dei prezzi adottando percorsi differenti. Nel mentre la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato da Palazzo Chigi alla videocall con i leader del G7. All’ordine del giorno, le conseguenze economiche della guerra in Iran con un focus sulla situazione energetica.
«Nella giornata di oggi stiamo definendo il calcolo della quantità di una quota comune di solidarietà che dovrebbe essere di circa 400 milioni di barili equivalenti di petrolio», è invece la risposta del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin nel corso del question time in Aula alla Camera.
La Germania ricorre alle proprie riserve
Sbloccare il 12% delle proprie riserve strategiche di petrolio. È la strada intrapresa dalla Germania, seguita dall’Austria. Ad annunciarlo è la ministra dell’economia Katherina Reiche, spiegando che l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha chiesto ai suoi stati membri di rilasciare «riserve di petrolio fino a 400 milioni di barili, ovvero poco più di 54 milioni di tonnellate».
Secondo un portavoce del ministero, le riserve totali della Germania ammontano attualmente a 19,5 milioni di tonnellate. Inoltre il governo federale rassicura sul fatto le stazioni di servizio potranno aumentare i prezzi solo una volta al giorno, mentre le riduzioni dei prezzi saranno possibili in qualunque momento.
In Francia è lotta alle speculazioni








