Ondata di caldo in Europa provoca incendi, fermi alle centrali nucleari ed evacuazioni
L’Europa sudoccidentale è investita da un anticiclone subtropicale che sta causando temperature record e incendi. Prolungato lo stop al reattore Edf di Golfech
di Redazione Esteri
3' di lettura
3' di lettura
Temperature torride che sfiorano o superano i 40 gradi, incendi, persino un reattore nucleare – il numero due dell’impianto di Golfech, a una novantina di chilometri da Tolosa – che non può ripartire a causa della temperatura troppo alta delle acque di raffreddamento.
Sono le conseguenze più macroscopiche dell’anticiclone subtropicale che ha investito l’Europa sudoccidentale, con asse disposto lungo Marocco-Spagna-Francia-Italia del Nord/area alpina e aria caldissima anche in quota, al punto che lo zero termico sulle Alpi è ormai collocato sopra i 5mila metri, ben oltre i 4809 metri della vetta più alta della catena, il Monte Bianco.
Il colosso energetico francese Edf ha comunicato ieri di aver prolungato l’interruzione del reattore nucleare Golfech 2 (da 1,3 gigawatt) nel Sudovest della Francia perché l’acqua del fiume utilizzata per raffreddarlo aveva superato le temperature massime.
Un portavoce della società ha fatto sapere che, anche a causa di problemi tecnici, il riavvio del reattore – che avrebbe dovuto ripartire domenica ed è offline dal 27 marzo - è rimandato al 25 agosto.
Anche i livelli di temperatura dell’acqua per il raffreddamento dell’impianto di Bugey e di un altro reattore lungo il fiume Rodano, nel Sudest del Paese, supereranno entro il 24 agosto le linee guida del governo, secondo i dati di Refinitiv.







