Calcio

Designatore degli arbitri Rocchi indagato per frode: «Avrebbe favorito l’Inter»

Nel mirino dei Pm anche il supervisore Var Gervasoni. L’ex arbitro si autosospende: «Io corretto». Abodi: «Se fatti accertati, ci saranno conseguenze»

Aggiornato il 26 aprile 2026, ore 14:20

Calcio, designatore arbitri Rocchi indagato per concorso in frode sportiva

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Bufera sugli arbitri di calcio italiano: il designatore di serie A e B, Gianluca Rocchi, è indagato a Milano per concorso in frode sportiva. L’accusa è quella di avere fatto pressioni su alcuni arbitri condizionandone le scelte e di avere optato per direttori di gara graditi all’Inter. Indagato anche il supervisore Var Andrea Gervasoni. Focus su almeno due match, Udinese-Parma e Inter-Verona. Si muove anche la giustizia sportiva: la Procura federale chiede gli atti ai pm di Milano. «Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze», sottolinea il ministro dello Sport Abodi. «Ho agito sempre correttamente», è la difesa di Rocchi che si autosospende.

L’ex arbitro internazionale è indagato dalla Procura di Milano per fatti che si riferiscono ai campionati 2023/2024 e 2024/2025. L’inchiesta è condotta dal pubblico ministero Maurizio Ascione.

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I tre episodi contestati

Tre gli episodi contestati: aver «combinato» la designazione dell’arbitro Colombo per Bologna-Inter del 20 aprile 2024; l’aver inserito il direttore di gara Doveri nella semifinale di Coppa Italia 2025 sempre per favorire i nerazzurri; la presunta interferenza in Udinese-Parma quando Paterna (al Var) si consulta con qualcuno attraverso le vetrate trasparenti della sala var di Lissone invitando poi l’arbitro Maresca a video.

Il designatore Rocchi, raggiunto nelle scorse ore da un avviso di garanzia, avrebbe in qualche modo condizionato alcune scelte arbitrali esercitando pressioni sul Var. Sarebbero diverse le partite del torneo al vaglio degli inquirenti. Tra queste Udinese-Parma del primo marzo 2025, vinta dai friulani grazie a un rigore di Thauvin, e Inter-Verona del gennaio 2024, vinta 2-1 dai nerazzurri. Nella prima partita, secondo l’accusa, la sala Var sarebbe stata richiamata da Rocchi a invitare l’arbitro Maresca all’on field review per un possibile calcio di rigore per fallo di mano, in un primo momento escluso e poi assegnato.

L’ex arbitro: «Fiducia nella magistratura»

Rocchi, raggiunto dalle agenzie, ha commentato: «Questa mattina ho ricevuto un avviso di garanzia. Sono sicuro di aver agito sempre correttamente e ho piena fiducia nella magistratura». L’avvocato difensore dell’ex arbitro, Antonio D’Avirro, sottolinea: «Conosco il signor Rocchi da anni, è una persona seria e corretta. Al momento non posso fare dichiarazioni, perché devo studiare le carte. Posso però dire che il mio assistito, con cui ho parlato, contesta quel che gli viene addebitato nell’invito a comparire» in Procura il prossimo 30 aprile.

Procura generale dello Sport chiede gli atti

Il capo della Procura generale dello Sport, Ugo Taucer, ha appena chiesto a Giuseppe Chiné, responsabile della Procura della Federcalcio che archiviò gli atti trasmessi dall’Aia sulla vicenda per la quale oggi è stato indagato Rocchi, una relazione immediata. «Poiché in queste ultime ore alcuni organi di stampa stanno diffondendo notizie non veritiere e financo fantasiose, prive di qualsiasi aderenza alla realtà degli accadimenti, all’esclusivo fine di tutelare il puntuale e scrupoloso operato della Procura Federale della Figc che mi onoro di guidare ci tengo a confermare di aver ricevuto il 21 maggio 2025 esclusivamente l’esposto firmato dall’assistente Domenico Rocca, sul presunto intervento esterno in sala Var del designatore Rocchi, durante la partita Udinese-Parma», riferisce una nota del procuratore Chiné.

«A seguito di tale esposto, nel pieno rispetto delle norme del Codice di Giustizia Sportiva è stata immediatamente aperta un’indagine sportiva, con l’audizione di tutti i soggetti coinvolti e a possibile conoscenza dei fatti narrati dall’esponente», ha aggiunto. «All’esito di tali atti istruttori e delle testimonianze rese dalle persone presenti nella palazzina di Lissone, non sono emerse condotte di rilievo disciplinare sportivo a carico di alcun tesserato Aia. Come previsto dal vigente Codice di Giustizia Sportiva la Procura Federale ha quindi proposto, nel luglio 2025, alla Procura Generale dello Sport presso il Coni di disporre l’archiviazione del procedimento disciplinare sportivo. Tale proposta, alla luce degli atti di indagine compiuti, e segnatamente del contenuto delle dichiarazioni rese da tutti i soggetti auditi, è stata condivisa dalla Procura Generale dello Sport».

L’esposto dell’ex arbitro Rocca

Cosa scrisse Rocca nel suo esposto? In una lettera indirizzata alla Commissione arbitri nazionale dell’Aia, l’ex arbitro annunciava che avrebbe denunciato una serie di casi alle «autorità federali, per la violazione dei principi di lealtà, correttezza e trasparenza nelle designazioni e nelle valutazioni, nonché alle competenti autorità ordinarie per valutare eventuali profili civilmente e penalmente rilevanti». Esposto poi archiviato dalla giustizia sportiva, ma alla base dell’inchiesta della Procura di Milano. Nelle quattro pagine di missiva di Rocca, vengono citati diversi episodi di presunte irregolarità, a suo dire, su più partite, tra cui anche quell’Inter-Roma del 27 aprile 2025 con trattenuta su Bisseck in area ma rigore non dato ai nerazzurri. «Perché in Inter-Roma, Gervasoni supervisore di giornata non “bussa” ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto, errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli?! Ma questo è solo un accenno. Da inizio stagione ne potrei raccontare tantissime, fra arbitri, assistenti e var e di casi simili o addirittura anche casi peggiori», c’è scritto nel testo della lettera.

Il ministro Abodi: «Mi aspetto informazioni dal Coni»

Sul tema, su X, si pronuncia anche il ministro dello Sport Andrea Abodi: «C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi, gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque! Leggo, come tutti voi, i risvolti che stanno emergendo sull’indagine della Procura di Milano, partita dalla denuncia di un ex tesserato dell’Associazione Italiana Arbitri. Lasciando all’autorità giudiziaria il compito di svolger il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell’operato del designatore della Can Rocchi, l’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza. Mi aspetto, quindi, di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze».

La questione è sempre più politica. «Il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà, tra scandali e fallimenti sportivi in serie. Pur nel rispetto dell’autonomia dello sport e al di là delle inchieste delle ultime ore, è sempre più doveroso e necessario un commissariamento della Figc per ripartire da zero con pieno rinnovamento e figure nuove», recita una nota della Lega.

Verso lo «sciopero del tifoso»

Intanto c’è chi annuncia mobilitazioni dal basso: «L’indagine a carico del designatore arbitrale Gianluca Rocchi per concorso in frode sportiva non sorprende. Addolora, perché avevamo denunciato con forza e in molti avevano preferito ignorare o minimizzare», sostiene Carlo Claps, presidente di Aidacon Consumatori. «Chiederemo un intervento immediato di commissariamento della Can e revisione straordinaria dell’intero sistema di designazione arbitrale». Nei giorni scorsi l’associazione ha annunciato lo «sciopero del tifoso» che, ribadisce Claps, «non è una minaccia vuota ma un diritto». Sempre sul fronte consumatori, il Codacons chiede alla Figc di «acquisire immediatamente gli atti dell’inchiesta penale; avviare un procedimento sportivo autonomo; valutare, in caso di accertate responsabilità, la revoca degli eventuali titoli conquistati dall’Inter nei campionati oggetto di indagine, inclusi gli scudetti».

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