Nel torneo dei cascatori Bastoni nella bufera. Sotto accusa le regole assurde del Var e il sistema arbitrale
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Un altro mondo. Fa un certo effetto passare dal festoso clima olimpico azzurro, con il sensazionale bis d’oro di Federica Brignone, alle velenose beghe del nostro campionato, sempre sull’orlo di una crisi di nervi, sempre pronto a dividersi e a beccarsi in modo astioso settimana dopo settimana.
Non c’è più una partita che si salvi, ogni volta c’è una scena brutta e sgradevole per un rigore dato o non dato o qualsiasi altro episodio che naturalmente diventa poi decisivo portandosi dietro una tossica scia di insulti, presunti complotti, accuse e contraccuse da fa impallidire perfino quell’angioletto di Trump
Con Inter-Juventus (3-2) di sabato sera abbiamo raggiunto l’apice, anche se al peggio forse non c’è più limite. Una bellissima partita, risolta al 90’ da un rasoterra di Zielinski, è stata praticamente oscurata da un episodio (il rosso a Kalulu per un fallo colpevolmente simulato da Bastoni al 42’) di cui dovremo parlare all’infinito anche se poi, lo sappiamo, la settimana prossima, accadrà sicuramente qualche altro episodio bollente o più o meno indecente su cui flagellarci. Adesso che sul fattaccio di San Siro sono entrati in gioco anche i calibri pesanti (prima Chiellini Comolli, poi addirittura il presidente John Eklann con una indignata telefonata al presidente della Federazione Gravina), bisogna però fare chiarezza su una cosa: va bene riformare il comatoso sistema degli arbitri e il regolamento del Var, il cui protocollo attuale non prevede la possibilità di intervenire sulle ammonizioni (Kalulu è stato espulso per doppia ammonizione), però dietro alle storture di un regolamento astruso molto indietro rispetto alle attuali tecnologie, c’è anche la componente umana.
La simulazione di Bastoni non solo è grave perché vuole ingannare l’arbitro, ma lo è doppiamente perché Bastoni, quando vede La Penna (cognome evocativo, ne fa più la penna… ) estrarre il cartellino rosso per Kalulu, esulta come se avesse appena vinto la Champions.
Qualcuno dirà: le simulazioni non sono una novità, ci sono sempre state. A parte che non è un buon motivo per continuare (migliorare mai?) ma un giocatore della Nazionale non può farlo. C’è una cultura sportiva, un’etica, non diciamo spirito olimpico perché sarebbe troppo, che vanno rispettate. Ma che esempio dà Bastoni, e quelli come lui (cascare al minino tocco è un vizio collettivo), ai ragazzi che vogliono diventare dei calciatori?










