Byd debutta in Italia con l’ammiraglia elettrica Han. Ecco la nostra prova
Il marchio in Italia subito con due modelli, ai quali nei prossimi mesi si affiancheranno due modelli: Dolphin e Seal
di Massimo Mambretti
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I punti chiave
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Tradotto dall’inglese l’acronimo Byd significa Build Your Dreams, costruisci i tuoi sogni. Byd segue questo dettame che appiccica anche sulle code delle sue auto aggiungendo il mercato italiano a quelli in cui è già presente in Europa. Volenti o nolenti, è l’ennesima testimonianza dell’intraprendenza, o se vogliamo dell’aggressività, con cui alcuni costruttori cinesi intendono radicarsi dalle nostre parti.
Byd Han, gamma e dealer si espandono in pochi mesi
Byd persegue questo obiettivo confidando su cinque fattori. È il costruttore che sommando modelli plug-in e full-electric produce più auto elettrificate al mondo, è il brand che dopo Tesla vende più auto elettriche, è tra i principali produttori mondiali di batterie, progetta e sviluppa nonché produce le tecnologie per le auto elettrificate in proprio e, infine, guarda al di fuori dalla Cina con un centro stile guidato da europei, con prestigiosi pedigree costruiti nel mondo premium. Il marchio debutta in Italia aprendo in questi giorni store a Milano, Brescia, Verona, Torino e Firenze. Ma la storia è all’inizio, perché l’esordio commerciale parte con tre grandi gruppi della distribuzione ben radicati in tutta Italia pronti a fare crescere i punti vendita in fretta e ai quali poi si aggiungeranno altri dealer con cui ci sono trattative in corso. Morale della favola: gli store diventeranno cinquanta nel giro di un anno e mezzo.
Byd Han, nell’ammiraglia il formato più grande di tecnologie condivisibili
Il marchio sbarca in Italia commercializzando il crossover di taglia media Atto 3 che Il Sole 24 Ore Motori24 ha provato recentemente (lungo 4,45 metri con 204 cavalli e in vendita a partire da 42.000 euro in tre allestimenti) e l’ammiraglia Han. Nei prossimi mesi si aggiungeranno la berlina compatta Dolphin che sarà proposta a partire da 31.000 euro con powertrain con 95, 176 e 204 cavalli, oltre che la grossa berlina Seal. Tutte queste Byd utilizzano, quasi completamente, tecnologie sviluppate e prodotte in casa, compresi i semi-conduttori. A partire dall’architettura modulare e-Platform 3.0 che può sorreggere modelli con taglie che vanno, per l’appunto dalla compatta alla grossa e che integra razionalmente batterie e powertrain mono o bimotore. Le pile Blade Battery sono del tipo cell-to-pack, realizzate in moduli a forma di lama che determinano un layout piatto e allungato che si integra nell’e-Platform, abbinate a pompe di calore e hanno superato i test più severi per queste componenti: da quello dello schiacciamento a quelli della piegatura e della perforazione sino a quello del surriscaldamento estremo. I powertrain sono compatti in quanto del tipo 8 in 1 perché, a prescindere dai picchi di potenza, integrano l’unità di controllo del veicolo, la gestione della batteria, l’unità di distribuzione dell’energia, il motore di trazione e il suo controller, la trasmissione, il convertitore corrente alternata/continua e il caricatore di bordo. Le Byd imbarcano anche le tecnologie della guida semi-assistita di livello 2 e la funzione per cedere energia a device esterni.
Byd Han, la radiografia dell’ammiraglia
Lunga 4,99 metri, larga 1,91 metri, alta 1,49 metri e con un passo di 2,92 metri, la Han si confronta con berline come la Bmw i5, la Hyundai Ioniq 6, la Mercedes Eqe e la Tesla Model S. Questa Byd è spinta da un sistema propulsivo bimotore, che ovviamente genera anche la trazione integrale, con 517 cavalli e 700 Nm di coppia, che la spinge sino a 180 all’ora (autolimitati) e a 100 orari in 3”9, a fronte di un consumo dichiarato di 18,5 kWh/100 km nel ciclo misto e di 14,6 kWh/100 km in quello urbano. La batteria da 85,4 kWh promette percorrenze fino a 521 chilometri nel ciclo misto e fino a 662 chilometri in città e si ricarica da impianti in corrente continua da 120 kW dal 30 all’80% in mezzora.
Byd Han, veste all’europea
La Han ha una linea che rientra nei canoni dei gusti europei grazie alla matita del tedesco Wolfgang Egger (in passato a capo del design di Alfa Romeo, Audi nonché Lamborghini solo per citare alcuni brand) La linea della Han è filante a tutto vantaggio dell’aerodinamica come testimonia il cx di 0,23, equilibrata e senza eccessi che deteriorano la pulizia del design. La silhouette è slanciata, frontale e coda e fiancate sono definiti dall’incontro tra superfici concave e convesse che irrobustiscono la corporatura della vettura, ma senza cadere nel ridondante. Sul lato B assieme alla scritta d’identificazione la Han inalbera anche quella 3.9S, che ostenta quanto impiega per raggiungere i 100 orari.





