Regno Unito

Burnham stravince le suppletive di Makerfield e ora sfida Starmer

Il sindaco di Manchester, astro nascente dei Laburisti, secondo molti è l’unica speranza per la sinistra di battere Farage nel 2028

di Nicol Degli Innocenti

Andy Burnham si è imposto alle elezioni suppletive di Makerfield: adesso è parlamentare e può proporsi come alternativa al premier Starmer APN

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Il «Re del Nord» va alla conquista di Westminster. Andy Burnham, il popolarissimo sindaco di Manchester, ha stravinto l’elezione suppletiva di Makerfield di ieri e si prepara a sfidare il primo ministro Keir Starmer per la leadership del partito e la guida del Governo.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La vittoria di Burnham è andata oltre le previsioni dei sondaggi: ha ottenuto il 54% dei voti contro il 35% ottenuto da Robert Kenyon, il candidato di Reform UK. Un successo straordinario, dato che il partito di destra fondato da Nigel Farage scorso aveva conquistato oltre il 50% dei voti nelle elezioni amministrative a Makerfield il mese scorso.

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«Questo è un voto per il cambiamento», ha detto Burnham. «Un voto per la speranza per il Nord e per tutti i posti dimenticati da Westminster». L’ex ministro laburista, che dieci anni fa aveva lasciato Westminster per dedicarsi alla politica locale, ha conquistato grande popolarità nei suoi dieci anni da sindaco di Manchester. In un’Inghilterra dominata economicamente e politicamente da Londra, Burnham si è battuto per rilanciare la città del Nord, riportando settori come i trasporti cittadini sotto il controllo pubblico e promuovendo con successo un progetto di rigenerazione urbana.

Restore Britain, il partito di estrema destra fondato da Rupert Lowe che era stato espulso da Reform UK dopo un litigio con Farage, ha conquistato il 7% dei voti come previsto dai sondaggi. Le divisioni nell’opposizione di destra però non sono state determinanti, dato il vantaggio di Burnham, che ha ottenuto più voti di Reform e Restore messi insieme. L’affluenza alle urne è stata del 59%, superiore a quella delle ultime elezioni, dimostrazione del coinvolgimento dei cittadini di Makerfield in un’elezione che sapevano avrebbe avuto un’importanza ben oltre i confini della circoscrizione.

Con una vittoria così decisiva il sindaco di Manchester ha quindi ottenuto il suo scopo di dimostrare di essere l’unico politico laburista con il carisma e il sostegno popolare necessari per rilanciare il partito anche a livello nazionale. Il Labour è in forte calo nei sondaggi, che da mesi vedono Reform in ampio vantaggio, e Starmer è il premier più impopolare della storia. I sostenitori di Burnham sostengono che solo lui può evitare una sconfitta del Labour alle prossime elezioni politiche previste nel 2028 e impedire a Farage di diventare primo ministro.

Il progetto di Burnham, come aveva annunciato ancora prima del voto, è di sfidare Starmer e diventare leader del partito laburista e primo ministro britannico. Per farlo doveva prima diventare deputato, e per questo si era candidato alle elezioni suppletive di Makerfield. Il prossimo passo deve essere dimostrare di avere il sostegno di almeno 81 deputati laburisti.

Starmer ha fatto buon viso, inviando un messaggio di congratulazioni a Burnham stamattina. «Congratulazioni al nuovo deputato laburista di Makerfield», ha scritto su X. «Gli elettori hanno scelto la campagna di speranza e ottimismo del Labour sulla divisione e l’odio».

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Il premier negli ultimi giorni ha detto che non intende farsi da parte ma resisterà a qualsiasi sfida, forte del mandato elettorale che meno di due anni fa aveva regalato al partito laburista una schiacciante maggioranza a Westminster. Una sfida fratricida sarebbe negativa per il partito e per il Paese, ha detto il premier.

Visto il successo oltre le previsioni di Burnham, però, Starmer potrebbe cambiare idea e lasciare volontariamente l’incarico. Louise Haigh, ex ministra dei Trasporti e stretta collaboratrice di Burnham, stamani lo ha invitato a dare le dimissioni, sottolineando che il partito laburista è in una «crisi esistenziale» e che il «business as usual» non funziona più. Sicuramente oggi la scena politica britannica è cambiata e ha un protagonista in più.

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