Moda

«Bulgari punta su Milano, negozio dei record e sostegno all’arte»

La maison del gruppo Lvmh riapre in via Monte Napoleone e dona 900mila euro al Museo del Novecento

di Giulia Crivelli

Il primo piano della nuova boutique Bulgari di via Monte Napoleone 2

3' di lettura

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Un progetto iniziato tre anni fa, quello della nuova boutique Bulgari di via Monte Napoleone, concluso dopo due anni di lavori e grandi investimenti; si inserisce in un più ampio piano che coinvolge, nello stesso edificio storico, Louis Vuitton e Tiffany, altre due maison di punta di Lvmh, il più grande gruppo del lusso al mondo, che spiega da sempre di “avere due anime, una francese e una italiana”.

Tra Francia e Italia, tra Roma e Milano (e la Grecia)

Bulgari, nata a Roma nel 1884, è una delle diverse maison di origine italiana di Lvmh (oltre 80 miliardi il fatturato del 2024) e, in particolare nell’ultimo decennio, sotto la guida del ceo Jean-Christophe Babin, si è distinta per il sostegno al patrimonio artistico, culturale e architettonico della capitale, un percorso virtuoso e senza precedenti tra i protagonisti dell’alta gamma che ora prosegue a Milano.

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«Se Lvmh ha due anime, una francese e una italiana, potremmo dire che Bulgari ne ha una romana e una milanese e potremmo aggiungere quella greca, visto che il fondatore. Sotirio Bulgari arrivò a Roma proprio dalla Grecia», racconta Laura Burdese, deputy ceo di Bulgari, che ieri ha tagliato il nastro della boutique (tre piani costellati di opere d’arte) insieme al sindaco di Milano Giuseppe Sala e a Matteo Morbidi, direttore generale della Fondazione Bulgari.

«Rispettare la data di apertura che ci eravamo prefissati ha richiesto un eccezionale lavoro di squadra. Anzi, direi che abbiamo lavorato come un’orchestra, dove ognuno ha fatto la sua piccola grande parte – aggiunge Laura Burdese –. Era importante tagliare il nastro il 24 marzo anche perché esattamente un anno fa nasceva a Roma la Fondazione Bulgari, pensata per organizzare al meglio ogni progetto culturale e di sostenibilità sociale della nostra maison, dal mecenatismo alla partnership con Save the Children».

L’annuncio del sindaco Giuseppe Sala

Il sindaco Sala ha fatto il ringraziamento (e il complimento) più sentito a Bulgari e alla sua deputy ceo, che aveva anticipato «un importante sostegno al Museo del 900», senza precisarne l’importo. «Apprezzo l’idea di non voler quantificare il vostro impegno, ma come sindaco vorrei farlo, perché sarà un contributo fondamentale per completare l’ampliamento del Museo – ha detto Sala –. Bulgari ha deciso di destinare 900mila euro al progetto e il sogno, mio e del Comune, resta quello di completarlo entro il termine del mandato, nel 2027: lo chiamiamo “familiarmente” Arengario Due, ma in realtà la struttura sarà omogenea e sempre più preziosa per la città e per chi viene a visitarla».

La realtà e le potenzialità di Milano

Sul ruolo culturale ed economico di Milano come capitale della moda e del design è tornata Laura Burdese: «Credo che la settimana del design di quest’anno (al via dal 7 aprile, ndr) sarà particolarmente vivace ed è un motivo in più per farci trovare pronti. In questi due anni abbiamo lavorato alla ristrutturazione dell’edificio che ci ospita, Palazzetto Taverna Radice Fossati, un capolavoro neoclassico progettato da Ferdinando Albertolli nel 1835, rispettandone la storia e le caratteristiche, a partire dalla scala in marmo. Ci siamo poi preparati formando le persone, circa trenta, che lavoreranno nella boutique. È importante – conclude – che da una parte possano raccontare la storia della maison e il savoir faire tramandato da generazioni per la gioielleria e i pezzi unici dell’alta gioielleria e che dall’altra siano ambasciatrici dei valori di Bulgari, facendo sentire chiunque entri in boutique accolto in un mondo affascinante e quasi magico».

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