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Impara l’arte
Tre articoli in anteprima dalla domenica del Sole24ore presentati da Stefano Salis
Ascoltalo oradi Sissi Bellomo
3' di lettura
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Rincari e volatilità esasperati, prezzi ai massimi da almeno un decennio, se non addirittura a livelli mai visti, come nel caso del gas, che venerdì 4 ha di nuovo aggiornato il record storico a 208 euro per Megawattora al Ttf. Per le materie prime è stata una settimana nera, addirittura una delle peggiori nella storia.
La guerra in Ucraina e le sanzioni contro la Russia – fornitore chiave di combustibili, metalli e prodotti agricoli – hanno scosso il mercato più dell’esplodere della pandemia da Covid nel 2020 o prima ancora, nel 2007-2008, quando una vertiginosa salita dei prezzi si schiantò con il collasso di Lehman Brothers e la Grande recessione globale.
I maggiori indici di materie prime sono ai massimi da 14 anni, dopo aver guadagnato oltre il 10% in una settimana: un balzo così forte e rapido secondo Bloomberg non si era verificato nemmeno all’apice dello shock petrolifero dei primi anni ’70.
Se qualche investitore brinda ad eccezionali plusvalenze, il mondo intero è tornato a temere lo spettro della stagflazione: l’inflazione, che è già alle stelle, rischia un’ulteriore impennata mentre l’economia minaccia di frenare, a causa del costo esorbitante dell’energia, aggravato da rincari e possibili carenze di ogni genere di materiale.
L’allarme suona più forte in Europa, vicina dal punto di vista geografico e commerciale alla Russia, da cui dipende soprattutto ma non solo per le forniture di gas. L’euro peraltro si è indebolito, scendendo ai minimi da due anni sul dollaro, valuta in cui è quotata la maggior parte delle materie prime: per l’effetto cambio spenderemo ancora di più.