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Impara l’arte
Tre articoli in anteprima dalla domenica del Sole24ore presentati da Stefano Salis
Ascoltalo oradi Sissi Bellomo
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Il gas non manca. Dalla Russia arrivano anzi forniture più alte che a dicembre, prima che infuriasse la guerra in Ucraina. Ma l’apprensione sul mercato è alta, così come la speculazione. E i prezzi continuano ad accelerare la corsa: fino a sfiorare 200 euro per Megawattora al Ttf nella seduta di giovedì 3, salvo poi attestarsi intorno a 160 euro.
La volatilità – già elevata da mesi – si sta addirittura accentuando, forse legata anche a prese di beneficio oltre che a un ulteriore calo della liquidità. Molti operatori stanno infatti chiudendo posizioni e tra loro probabilmente c’è Gazprom o meglio la sua controllata che opera sui mercati, Gazprom Marketing & Trading, oggi in serie difficoltà: la prestigiosa sede di Londra, di fronte a Regent's Park, ha ricevuto lo sfratto. E i clienti britannici, che se ne servivano come grossista e shipper, le stanno voltando le spalle, riferisce Bloomberg.
Il livello raggiunto dai prezzi del gas – che segna un raddoppio del valore del combustibile in meno di una settimana – è senza precedenti e ancora più impressionante se si considera che il picco equivale a un prezzo del petrolio di 360 dollari al barile: il triplo delle attuali, elevatissime, quotazioni del Brent.
Il petrolio stesso, ad accentuare la crisi energetica, è sempre più caro: il Brent si è spinto a un soffio da 120 dollari al barile nella seduta di giovedì 3, ai massimi da un decennio, anche se poi ha ripiegato intorno a 113 dollari. Il rally minaccia comunque di riaccendersi, almeno finché Mosca non riuscirà a trovare un approdo per le sue petroliere, sempre più difficili da piazzare sul mercato.
Il crollo dell’export russo è stato così repentino da preoccupare forse persino l’amministrazione Usa: il dipartimento del Tesoro ha diramato una nota per ribadire che il pagamento di prodotti energetici alla Russia «può e deve continuare», ricordando che per evitare problemi con le banche escluse dallo Swift la General License 8A consente di inoltrarli «attraverso istituzioni finanziarie non sanzionate di Paesi terzi»