La proposta

Budget Ue 2028-2034: negoziati tra i Ventisette Paesi al primo test

La presidenza cipriota propone di ridurre l’ammontare complessivo del 2% rispetto alla proposta della Commissione. È una sorta di ballon d’essai per forzare le trattative, ma arrivano le prime reazioni negative, dall’Olanda ai relatori dell’Europarlamento

dal nostro corrispondente Beda Romano

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen  APN

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BRUXELLES – Dopo mesi di negoziato tecnico, la presidenza cipriota dell’Unione europea ha presentato ieri una prima bozza di progetto di bilancio comunitario 2028-2034, introducendo «moderati tagli» alla proposta presentata nel luglio del 2025 dalla Commissione europea. Il canovaccio verrà ora discusso dai paesi membri. Alcuni governi hanno espresso ieri insoddisfazione, come prevedibile. Per molti versi la proposta cipriota è un ballon d’essai che deve servire a forzare il negoziato.

Nicosia ha ridotto l’ammontare del bilancio del 2% rispetto alla proposta di Bruxelles. In buona sostanza il progetto messo sul tavolo dei paesi membri pesa per l’1,23% del reddito lordo dell’Unione, ovvero l’1,13% se si esclude il rimborso del NextGenerationEU. Cipro ha voluto precisare che il taglio non è orizzontale, ma è stato adattato posta per posta. «Abbiamo voluto rispettare gli equilibri previsti dalla proposta della Commissione», ha detto Marilena Raouna, la viceministra cipriota per gli Affari europei.

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Alcune cifre sono utili per capire la proposta cipriota. Rispetto alla proposta di Bruxelles, la posta dedicata alla coesione e all’agricoltura scende in prezzi correnti da 1.062 miliardi a 1.057 miliardi (nel 2021-2027 ammontava a 819,9 miliardi). Il capitolo dedicato alla competitività cala da 589,5 miliardi a 566,4 miliardi (nel bilancio precedente era di 220,6 miliardi). La posta dedicata al ruolo dell’Europa nel mondo passa da 215,2 a 206,7 miliardi (ammontava a 119,9 miliardi nel 2021-2027).

È da notare che la posta della coesione e dell’agricoltura è stata ridotta dello 0,47%, mentre quella della competitività è stata tagliata del 3,90%. La proposta giunge dopo che i paesi membri hanno espresso negli ultimi mesi i loro desiderata. Alcuni hanno insistito per un bilancio più snello, meno oneroso. Altri invece hanno sottolineato la necessità di garantire fondi ai settori della coesione e dell’agricoltura, e l’urgenza di prevedere un bilancio più generoso.

Come detto, il progetto presentato ieri è un ballon d’essai. Ha detto la ministra Raouna: «Queste sono prime cifre. La base del prossimo negoziato». Secondo alcuni diplomatici, la decisione cipriota di presentare un bilancio dall’ammontare ridotto, ma non troppo, nonostante le sfide a cui è chiamata a rispondere l’Unione europea, è di natura tattica: provocare la reazione più o meno viva dei paesi membri in modo dal costringere al compromesso i Ventisette.

«Per i Paesi Bassi, questa proposta è inaccettabile – ha spiegato Eelco Heinen, il ministro delle Finanze olandese -. È insostenibile, squilibrata e mal orientata. Il volume complessivo rimane di gran lunga troppo elevato (…) La proposta finanzia le priorità di ieri a scapito delle sfide di domani». La posizione tedesca rischia di non essere molto diversa. Ieri, prima della presentazione del progetto cipriota, il cancelliere Friedrich Merz aveva chiesto «una modernizzazione radicale del bilancio europeo».

L’obiettivo dei Ventisette è di trovare un accordo entro la fine dell’anno. Accordo che sarà difficile perché gli obiettivi sono ambiziosi: finanziare le molte priorità, dalla coesione alla difesa, dall’agricoltura alla competitività, e rimborsare il debito del NextGenerationEU, per di più in un contesto di ristrettezze di bilancio a livello nazionale. Anche per questo motivo, alcuni diplomatici si aspettano che un compromesso prevedrà forme di debito in comune per finanziare progetti specifici.

In parallelo, già da alcuni mesi i gruppi tecnici stanno negoziando i regolamenti di attuazione del prossimo bilancio. Portano in particolare sui piani nazionali e regionali di partenariato, che devono servire a convogliare il denaro comunitario paese per paese; sul Fondo di Competitività; e sul progetto Global Europe. Primi compromessi sono all’orizzonte anche se il via libera finale dipenderà inevitabilmente da una intesa relativa agli ammontari delle poste di bilancio.

Il Parlamento europeo ha approvato in aprile una risoluzione in cui esorta i Paesi membri a varare un bilancio per il 2028-2034 che sia capace di affrontare sia le vecchie che le nuove priorità dell’Unione. Il testo chiede un ammontare del 10% più elevato rispetto alla proposta comunitaria del luglio 2025. Ieri i relatori Siegfried Mureșan (popolare rumeno) e Carla Tavares (socialista portoghese) hanno parlato di «segnale sbagliato» proveniente dalla proposta cipriota.

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