Bonus mobili: detrazione al 50% anche nel 2025. Buono fino a 100 euro sugli elettrodomestici
Il presupposto è che la spesa per arredi ed elettrodomestici sia collegata a lavori di recupero del patrimonio edilizio
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Parafrasando il linguaggio televisivo si potrebbe dire che sugli elettrodomestici la manovra (approvata definitivamente dal Senato il 28 dicembre) non lascia ma raddoppia. In realtà bisogna prestare molta attenzione alle differenze tra il bonus mobili ed elettrodomestici che viene prorogato anche per il 2025 anche se con un tetto di spesa ormai light (5mila euro) e il buono elettrodomestici, introdotto durante il passaggio parlamentare della legge di Bilancio e fortemente voluto dal presidente della commissione Attività produttive della Camera, il leghista Alberto Gusmeroli.
La detrazione collegata ai lavori di ristrutturazione
Nel primo caso ci troviamo di fronte a una detrazione d’imposta del 50% della spesa sostenuta fino a un massimo di 5mila euro che può essere sfruttata in dichiarazione dei redditi in dieci quote annuali di pari importo. Il presupposto imprescindibile – come sempre – è che la spesa per arredi ed elettrodomestici sia necessariamente collegata a lavori di recupero del patrimonio edilizio (manutenzioni straordinarie o ristrutturazioni) che danno diritto alla detrazione del 50 per cento. In questo senso, si potrebbe definire un bonus trainato. Va segnalato però che nonostante la tagliola destinata ad abbattersi dal 2025 sui bonus edilizi, per la detrazione su arredi ed elettrodomestici non verrà fatta alcuna distinzione tra abitazione principale e seconde case: l’aliquota dello sconto fiscale rimarrà, infatti, in entrambi i casi al 50 per cento. Riconfermati i requisiti che devono avere i grandi elettrodomestici nuovi per essere agevolati: classe energetica non inferiore classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.
Il contributo economico per la sostituzione
Diversa è la natura e la finalità del buono elettrodomestici. La misura (commi da 107 a 110 della manovra) punta a offrire un contributo economico per rottamare vecchi elettrodomestici da sostituire con l’acquisto di nuovi ad elevata efficienza energetica non inferiore alla nuova classe energetica B, prodotti nel territorio dell’Unione europea, con contestuale smaltimento dell’elettrodomestico sostituito. In questo caso quindi lo standard richiesto è generalmente di livello più alto rispetto a quello della detrazione del 50%, anche perché la misura ha come obiettivi dichiarati quelli di «favorire l’incremento dell’efficienza energetica nell’ambito domestico» e «la riduzione dei consumi». Il contributo può essere concesso in misura non superiore al 30% del costo di acquisto dell’elettrodomestico e comunque per un importo non superiore a 100 euro per ciascun elettrodomestico, elevato a 200 euro se il nucleo familiare dell’acquirente ha un Isee inferiore a 25mila euro annui. Il vincolo, però, è che il contributo sia utilizzabile per l’acquisto di un solo elettrodomestico.
Dote di 50 milioni ma serve un decreto attuativo
Per capire come funzioneranno le richieste bisognerà comunque attendere il decreto del ministero delle Imprese e made in Italy (Mimit) che, entro i primi 60 giorni del 2025, dovrà stabilire i criteri, le modalità e i termini per l’erogazione. Anche perché le risorse disponibili sono contingentate: 50 milioni di euro è la dote su cui potrà disporre il contributo. E si tratterà di capire tra l’altro se potranno rientrare nel perimetro dell’incentivo anche gli acquisti effettuati nei primi mesi dell’anno prima dell’arrivo delle disposizioni attuative.









