Legge di bilancio

Bonus mamme e fondi per gli anziani non autosufficienti: il welfare nella manovra 2026

Nei primi giorni della prossima settimana è atteso un ciclo di audizioni, in vista dell’arrivo in Aula del documento giovedì 9 ottobre

di Redazione Rona

Aggiornato il 4 ottobre 2025 alle ore 14,25

Una donna con il figlio neonato.  ANSA / DAVIDE BOLZONI

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Sarà confermato e potenziato il bonus mamme lavoratrici, mentre avanza l’ipotesi del rifinanziamento del fondo per le non autosufficienze. Un’anticipazione della prima misura su cui si muove il Governo è contenuta nel Documento programmatico di finanza pubblica approvato dal Consiglio dei ministri. «Al fine di confermare il proprio supporto alla partecipazione e occupazione femminile, nonché alla crescita della natalità, è stata disposta un’integrazione di reddito mensile di 40 euro destinata alle lavoratrici madri nel 2025. Tale misura sarà confermata e potenziata», si legge nel documento. Il bonus, destinato alle donne con reddito da lavoro complessivo fino a 40mila euro annui, è un contributo di 40 euro per ogni mese (o frazione di mese) lavorato, destinato a lavoratrici con due figli, titolari di contratto a tempo determinato o indeterminato, autonome o libere professioniste fino al compimento del decimo anno del figlio più piccolo; lavoratrici con tre o più figli, titolari di contratto a tempo determinato, autonome o libere professioniste fino al compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo.

Fondi per assistenza anziani non autosufficienti

Il rifinanziamento del fondo per le non autosufficienze, con le risorse previste per le norme sui caregiver in attesa attuazione, è tra le ipotesi sul tavolo della prossima manovra finanziaria. L’obiettivo è quello di favorire le famiglie che affrontano il problema delle persone anziane non autosufficienti. Il fondo sarebbe rifinanziato in particolare su alcuni capitoli che riguardano: l’assistenza a persone anziane non autosufficienti, anche con soluzioni abitative di coabitazione solidale; servizi sociali di sollievo anche di pronto intervento o durante i periodi feriali; servizi sociali di supporto favorendo anche l’incontro tra domanda e offerta di lavoro per assistenti sociali.

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Più investimenti a politiche casa, priorità a quelle green

In relazione «alle politiche abitative, si prevede un potenziamento degli investimenti, sulla base di quanto previsto dalla revisione intermedia dei programmi della politica di coesione, nazionali e regionali, che assegna priorità strategica all’accesso ad alloggi sostenibili e a prezzi accessibili, nonché nell’ambito del Piano Sociale per il Clima». Così nel Documento programmatico di finanza pubblica. Nell’ambito delle politiche abitative, il Dpfp «evidenzia che nel corso dei lavori del Tavolo Casa, sono stati presentati i recenti sviluppi dell’attuazione del Piano Casa Italia, per il quale sono state stanziate le prime risorse, pari a 660 milioni, da destinare all’avvio di progetti pilota (100 milioni per gli anni 2027-2028) e al finanziamento del Piano Casa (560 milioni per gli anni 2028-2030). L’iter procedurale finalizzato all’adozione del Piano Casa è in corso di svolgimento».

Permanenti 60 milioni a Comuni per minori

«Per l’ampliamento dell’offerta di servizi socioeducativi territoriali a favore dei minori da parte dei comuni e una migliore conciliazione degli impegni dei genitori tra vita e lavoro, sono stati erogati ai comuni, anche nel 2025, finanziamenti per 60 milioni. Tali risorse saranno stanziate in via permanente».

Prevedibile crescano missioni difesa all’estero

«Sul piano strettamente operativo, è prevedibile un incremento degli interventi nelle operazioni fuori dai confini nazionali, anche in cornici più ampie rispetto a quella bilaterale da sostenere con opportuni rifinanziamenti del Fondo missioni internazionali e del Fondo per le forze ad alta ed altissima prontezza operativa, al fine di assicurare il rispetto degli impegni assunti dall’Italia connessi con il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali e garantire l’approntamento e l’impiego degli assetti per una più rapida risposta al verificarsi di crisi o situazioni di emergenza». È quanto indica il Documento programmatico di finanza pubblica in una sezione sul rafforzamento della capacità di difesa comune. In linea con gli obiettivi decisi in ambito Nato, «il governo ha espresso l’interesse a fare ricorso ai prestiti del fondo europeo Security Action For Europe (Safe), dedicato al rafforzamento dell’industria europea della difesa, e che disporrà di una allocazione complessiva massima di 150 miliardi”, ricorda il documento, aggiungendo che “attualmente, il governo è impegnato nella stesura del Piano di investimento nella difesa europea, in base al quale la Commissione deciderà sull’allocazione dei prestiti richiesti (stimati provvisoriamente pari a 14,9 miliardi per quanto riguarda l’Italia)».

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