Credito

Bonifico istantaneo, dal 9 ottobre non più limiti agli ordini ma attenzione ai passi falsi

Entra in vigore anche la verifica del beneficiario che dispensa la banca da eventuali errori

di Lucilla Incorvati

(Adobe Stcok)

4' di lettura

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È scattata l’ora per l’entrata in vigore delle nuove regole del bonifico istantaneo. Vale a dire la possibilità di fare il bonifico istantaneo e non solo di riceverlo e la cosiddetta verifica del beneficiario. Dal 9 di gennaio scorso le banche e gli altri operatori autorizzati hanno dovuto consentire ai clienti di poter ricevere il bonifico istantaneo, mentre con la fase 2 in tutta Europa dal 9 ottobre 2025 le banche dovranno consentire anche l’emissione di pagamenti istantanei in euro da tutti i conti di pagamento e mediante tutti i canali dispositivi. Vale a dire, home banking, mobile banking, sportelli automatici, terminali self-service, filiali o telefono.

Quanto all’obbligo della verifica del beneficiario, si tratta di un passo decisivo per rendere più sicura un’operazione che ha di per se la caratteristica di essere irreversibile. Il bonifico istantaneo, infatti, se offre il vantaggio dell’immediatezza dell’operatività (è eseguito in 10 secondi), dall’altro, se qualcosa va storto, non consente di intervenire a valle, magari annullando l’operazione, come per un bonifico ordinario, revocabile nelle 24 ore successive.

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La verifica del beneficiario consente la salvaguardia dell’ordinante perché rende più sicuro un pagamento. In pratica, i clienti avranno a disposizione – in tutti i canali dispositivi in cui è possibile eseguire il bonifici – un servizio per verificare se il conto di pagamento del beneficiario, identificato univocamente tramite il codice Iban, corrisponde o meno al beneficiario a cui sono destinati i fondi. Questo servizio sarà gratuito e i PSP (Prestatori di Servizi di Pagamento, ovvero banche, poste, istituti di pagamento e altri soggetti abilitati) dovranno offrirlo obbligatoriamente ai consumatori, mentre le imprese e le microimprese potranno rinunciarvi.

Quando ricorrervi

Il vantaggio è che all’interno dell’area unica dei pagamenti in euro si possono fare pagamenti in meno di 10 secondi, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con disponibilità immediata dei fondi, magari per pagare una bolletta in scadenza, ricaricare rapidamente una carta prepagata, trasferire subito denaro ad un familiare o acquistare prodotti di seconda mano da un privato in modo tracciato. Non ci sono limiti d’importo ed è il cliente a fissarli in base alle proprie esigenze, anche modificando quelli stabiliti dalla banca con l’obbiettivo di preservare la sicurezza delle transazioni.

Attenzione massima prima di dare il via libera

Prima che trascorrano i 10 secondi il sistema controllerà se i dati inseriti dal pagatore (Iban e nome del beneficiario) corrispondono a quelli registrati presso il PSP del destinatario. Quando si effettua un bonifico istantaneo il sistema della banca del pagatore invierà una richiesta di verifica al Psp del beneficiario. Scatta quindi il controllo dei dati: il Psp del beneficiario verificherà se l’Iban e il nome del beneficiario coincidono con i dati registrati nel suo sistema.

A quel punto arriva al Psp del pagatore l’esito della verifica che a sua volta avvisa il cliente: la banca dirà se i dati inseriti coincidono e quindi si può procedere, se non coincidono, se c’è una parziale coincidenza o se non è stato possibile effettuare la verifica, ad esempio perché il conto indicato è chiuso, bloccato o per motivi tecnici. Il legislatore europeo con la verifica del beneficiario invita l’ordinante, ovvero il cliente a muoversi con cautela, a prendere consapevolezza delle sue scelte perché, a seconda dei messaggi e degli alert che riceve dalla banca, autorizza l’operazione oppure decide di non procedere. Se questo sistema mira a ridurre errori e frodi perché verificando i dati, si cerca di evitare che il denaro venga inviato a un destinatario errato o a un truffatore, dall’altro il pagatore è colui a cui spetta la decisione finale.

Passi falsi da non compiere

Dopo che il pagatore è stato avvisato e solo lui che decide se procedere con il bonifico. La verifica del beneficiario diventa dunque una misura di tutela del cliente ma anche la via con la quale la banca sarà esonerata da responsabilità in caso di errore nel pagamento. Ecco perchè si raccomanda di non procedere quando non si è sicuri al 100% che l’operazione ordinata sia corretta. In caso di mancata corrispondenza e nonostante l’avviso, se si decide di procedere in ogni caso, la responsabilità dell’operato resta in capo all’ordinante.

Il legislatore europeo alza dunque l’asticella della consapevolezza: in caso di dubbio meglio fare un passo indietro, magari ricorrendo ad un bonifico ordinario che consente di intervenire ex post. Inoltre, è decisivo prestare attenzione ai dati inseriti e, in caso di dubbi, contattare sempre la propria banca. Attenzione però tutto questo non mette al riparo da frodi Secondo i più recenti dati di AbiLab nel 76% dei casi le frodi sono commesse con la collaborazione dell’utente che, suo malgrado, è raggirato ed è proprio lui, su malgrado, che autorizza il ladro ad accedere al suo conto. Per questo e altro può essere utile consultare sul sito Abi una guida realizzata con le Associazioni dei Consumatori che aiuta a mettersi al riparo dai tanti tranelli nei quali è facile cadere.

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