Il nuovo decreto

Bollette, il piano del governo per un nuovo contributo una tantum alle famiglie fragili

Sul tavolo un nuovo bonus di 55 euro per la materia prima destinato ai nuclei economicamente più svantaggiati

di Celestina Dominelli

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Il governo lavora a un nuovo contributo una tantum per le famiglie più fragili che dovrebbe entrare nel decreto Energia al vaglio del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, atteso in uno dei prossimi Consigli dei ministri, come ha chiarito la premier Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno. La dote a disposizione per le misure allo studio, al momento, è di un miliardo di euro che dovrebbe arrivare dalle risorse contenute nella Cassa per i servizi energetici e ambientali, dove confluiscono, come noto, i fondi raccolti in bolletta attraverso gli oneri di sistema.

La misura allo studio

Che cosa sta valutando l’esecutivo? Esaurita l’erogazione del contributo straordinario che è stato assicurato ai nuclei economicamente svantaggiati (con Isee fino a 25mila euro) nel corso del 2025, in aggiunta al bonus sociale elettrico, il nuovo beneficio si configura, stando alle bozze circolate finora, come un nuovo contributo straordinario di 55 euro sulla materia prima per le sole forniture di energia elettrica. Che si somma, come detto, al bonus ordinario garantito alle famiglie con Isee non superiore ai 9.530 euo e ai nuclei numerosi con almeno 4 figli a carico e Isee fino a 20mila euro.

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All’Arera la regia del meccanismo

A differenza del precedente contributo, però, la platea di beneficiari risulterebbe più ristretta perché, al momento, il nuovo bonus spetterebbe solo alle famiglie con Isee fino a 15mila euro o, nel caso dei nuclei più numerosi (quelli cioè con almeno 4 figli a carico) con Isee sotto i 20mila euro. Come per i precedenti contributi, l’operatività del nuovo beneficio dovrà essere fissata dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente.

Il nodo dell’erogazione

Nel caso del contributo da 200 euro che, lo ricordiamo, era in vigore solo per il 2025, l’assegnazione era avvenuta in modo automatico e a rate a partire da giugno scorso. Quanto al nuovo bonus, bisognerà attendere il via libera al decreto del governo e poi le regole che saranno approvate dall’Autorità presieduta da Nicola Dell’Acqua a valle del disco verde di Palazzo Chigi.

La platea dei potenziali beneficiari

Ma quanti saranno i potenziali beneficiari della nuova misura una volta che sarà varata? Secondo le stime in circolazione, sulla base dei dati relativi agli attuali percettori dei bonus energetici e di quelli relativi ai soggetti che, nel 2023, hanno beneficiato di misure simili, la platea sarebbe pari a circa 4,5 milioni di nuclei familiari. Il costo della misura ammonta a circa 250 milioni euro.

Il taglio degli oneri per le piccole e medie imprese

A queste risorse si sommano, poi, i fondi che, stando sempre ai piani del governo, dovrebbero assicurare un taglio degli oneri di sistema per le piccole e medie imprese (utenze non domestiche in bassa tensione): 750 milioni di sconto sugli oneri che assicurerebbero un beneficio di circa 11,5 euro per megawattora, pari a un taglio del 27% dell’aliquota Asos, vale a dire della voce degli oneri destinata a finanziare gli incentivi alle rinnovabili.

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