L’ipotesi di una Cig «scontata»
A Palazzo Chigi ne sono consapevoli da diversi giorni. La Cig “scontata”, senza cioè pagare le addizionali (per la Cig pari a 9%, 12%, 15% in base all’utilizzo del sussidio, per il Fis pari al 4% della retribuzione persa, ndr), prevista dal decreto Energia di marzo, e valida per cinque settori più in difficoltà (siderurgia, legno, ceramica, automotive, agroindustria), è scaduta lo scorso 31 maggio. Ci sono, per chi ha esaurito i contatori, altre 26 settimane fino al 31 dicembre, ma sono costose per le imprese. Pertanto, se i partiti, impegnati in campagna elettorale, non saranno contrari, il governo è pronto a intervenire nel rispetto dei limiti indicati dalla Costituzione ma anche degli spazi di bilancio. Che però sono esigui.
Dopo il varo alla fine del mese scorso del “pesante” decreto Aiuti bis, il ministero dell’Economia potrebbe riuscire a recuperare ancora qualche centinaio di milioni (c’è chi ipotizza 3-400 milioni) ma non di più. E questo è il principale ostacolo da superare. La questione potrebbe essere affrontata, magari in via preliminare, anche nel prossimo Consiglio dei ministri in arrivo. Il veicolo legislativo potrebbe essere un emendamento al Dl Aiuti bis.
A luglio lo stesso Draghi, nel confermare le sue dimissioni, aveva lasciato intendere che il governo non sarebbe rimasto passivo, e non solo sul Pnrr: «Dobbiamo far fronte alle emergenze legate alla pandemia, alla guerra in Ucraina, all’inflazione e al costo dell’energia, anche per favorire il lavoro del governo che ci succederà», aveva affermato il premier. Un perimetro ampio, che di fatto comprende la possibilità di intervenire con una nuova dose di Cig “scontata” per sostenere imprese e lavoratori contro gli effetti della crisi energetica e del conflitto russo-ucraino.
Per gli esperti, l’apertura di dossier Cig è una mossa lungimirante. «È vero che oggi le aziende possono contare su strumenti eccezionali ma le causali non sono adeguate alla tipologia di problemi che saremo chiamati ad affrontare in autunno - avverte Enzo De Fusco di De Fusco Labour&Legal, tra i big della consulenza alle imprese -. Dopo il decreto del ministro Orlando, per problemi energetici si può richiedere la Cig ordinaria, ma molte aziende hanno terminato il plafond. Il tema è serio, e dobbiamo essere attrezzati per affrontarlo, introducendo una cassa in deroga così come è stato fatto con il Covid, per non consumare tutto il plafond».