Tutele graduali

Bollette, da Enel a Hera ed Edison: ecco chi sale e chi scende nella classifica dei venditori dopo le aste

Per il presidente dell’Autorità, Stefano Besseghini, «lo strumento si è rivelato valido e adeguato a garantire parità di trattamento tra gli operatori e a favorire gli utenti»

di Celestina Dominelli

Venticinque anni per liberalizzare le bollette

4' di lettura

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L’Enel resta la prima società del mercato dopo le aste per il servizio a tutele graduali, vale a dire il meccanismo che assicurerà la progressiva liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica. E avanzano anche Hera, seguita da Edison e Illumia. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla memoria depositata dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente nel corso dell’audizione informale presso la Commissione Attività Produttive della Camera. «Il modello d’asta, rinnovato rispetto alle aste precedenti, si è rivelato uno strumento valido e adeguato a garantire la parità di trattamento tra gli operatori di mercato con esiti realmente concorrenziali, a beneficio dei clienti, grazie alla pluralità dei partecipanti in tutte le aree territoriali», ha spiegato il presidente dell’Arera, Stefano Besseghini, davanti ai deputatii.

Enel sempre prima sul mercato ma con meno clienti

Nel documento, al quale quale seguirà un rapporto più dettagliato sull’esito delle aste che l’Arera dovrà trasmettere al ministero e alle commissioni parlamentari competenti entro 90 giorni dalla conclusione delle stesse (quindi entro il prossimo 6 maggio) si racconta quindi com’è cambiato il mercato a valle delle procedure competitive con un rimescolamento parziale delle posizioni. Così l’Enel, nonostante sia risultata vincitrice in 7 aree, ha ridotto, spiega l’Autorità, «la propria quota di clienti domestici serviti in tutto il mercato», scendendo al 48% rispetto al 56,7% pre-asta. In soldoni: attualmente sono 14,5 milioni di clienti contro i 17,1 milioni all’attivo prima delle procedure competitive. Alle spalle c’è Eni Plenitude, la cui quota di mercato rimane invariata anche perché, come noto, il gruppo ha partecipato alle aste ma non si è aggiudicato alcuna area.

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Il balzo di Hera

Chi, invece, si è rafforzata dopo le aste è Hera Comm (gruppo Hera) che, avendo quasi triplicato il numero di clienti domestici serviti in seguito all’asta (da 2,91% a 7,32%) diventa (sulla base dei dati attual mente disponibili ), rappresenta ora il terzo operatore con una quota di mercato molto vicina a quella del secondo operatore (Eni Plenitude).

Crescono anche Edison e Illumia

Anche Edison (da 2,32% a 4,64%) e Illumia (ora al 2,23%) ampliano poi significativamente la propria posizione di mercato, con un numero di clienti domestici serviti post asta rispettivamente raddoppiato e quintuplicato. Edison Energia risulta essere (sulla base dei dati attualmente disponibili) il quarto operatore di mercato per numero di contatori serviti al posto di Acea (che aveva il 3,07% del mercato pre-aste) mentre Illumia si attesta al settimo posto, dopo A2A (3,93%) e Iren (2,78%) che prima dell’asta risultavano essere rispettivamente il terzo e il quinto operatore di mercato.

Le condizioni economiche del servizio a tutele graduali

Nella memoria l’Arera torna sulle condizioni economiche applicate ai clienti del servizio a tutele graduali. Queste prevedono l’applicazione, in aggiunta alle componenti tariffarie regolate, di una componente di prezzo (in euro per chilowattora), a copertura dei costi di approvvigionamento di energia, basata sui valori consuntivi mensili del Pun (Prezzo unico nazionale) e di una componente (il cosiddetto “parametro gamma” espresso in euro/Pod/anno) definita sulla base delle offerte formulate dagli operatori.

Questa componente, ricorda il documento, è uguale in tutto il territorio nazionale ed è determinata come media ponderata dei prezzi di aggiudicazione delle aste per il numero di clienti presenti in ciascuna area che si stima passeranno al servizio a tutele graduali. La componente in questione sarà determinata in prossimità del 1° luglio (data in cui inizierà l’erogazione del servizio a tutele graduali per i clienti domestici non vulnerabili) e sarà poi aggiornata annualmente sempre in funzione del numero di clienti riforniti nel servizio a tutele graduali delle diverse aree territoriali.

Con il passaggio un risparmio annuo di 130 euro

L’Autorità rimarca quindi che, sulla base dei dati ora disponibili, il valore del parametro gamma è negativo per 73 euro annui contro i 58 euro che i clienti non vulnerabili pagano invece come corrispettivo per la commercializzazione nel servizio di maggior tutela. A oggi, quindi, il passaggio al 1° luglio dalla maggior tutela al servizio a tutele graduali comporterebbe, dunque, un risparmio complessivo per ogni punto di prelievo di circa 130 euro all’anno in relazione alla componente di commercializzazione. Considerando l’attuale spesa media annua della famiglia tipo con un consumo di 2700 kilowattora, pari a circa 600 euro, questo risparmio varrebbe più del 20% della bolletta. Naturalmente, avverte l’Arera, «si tratta di numeri puramente indicativi: il peso effettivo della componente di commercializzazione sulla spesa totale delle famiglie varia, infatti, in funzione del livello dei prezzi della materia prima e dei consumi».

Le offerte proposte in sede d’asta

Tornando all’audizione, Besseghini ha sottolineato che «glli operatori, nel formulare la loro offerta, hanno tenuto conto di una molteplicità di fattori, fra cui il risparmio nei costi acquisizione e marketing che avrebbero sostenuto nel mercato libero per accrescere la propria quota di mercato, e quindi la possibilità di acquisire i clienti in un’unica soluzione e in un contesto caratterizzato dall’inerzia dei clienti finali domestici e da un incumbent con una quota di mercato decisamente superiore a quella degli altri attori».

Il fattore radicamento degli operatori

Un altro fatto che sembra aver influito, ha aggiunto il presidente dell’Arera, «è certamente il radicamento territoriale dell’impresa nella fornitura di altri beni e servizi, e la possibilità di continuare a servire i clienti in condizioni di libero mercato al termine del periodo triennale di assegnazione del servizio. Il decreto ministeriale del maggio 2023 consente, al termine di questo periodo, che i clienti riforniti nell’ambito del servizio a tutele graduali siano contrattualizzati sul mercato libero in base al meccanismo del silenzio assenso».

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