Energia elettrica

Fine del mercato tutelato: chi pagherà di più e chi di meno per le bollette dell'energia elettrica

Scopri come cambieranno i prezzi delle bollette dell'energia elettrica con la fine del mercato tutelato

di Celestina Dominelli

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4' di lettura

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Mancano due settimane alla fine della maggior tutela per le bollette della luce. Dal 1° luglio, infatti, scatterà il servizio a tutele graduali, il meccanismo temporaneo messo a punto per agevolare la completa liberalizzazione del mercato elettrico e che andrà a scadenza nel 2027. Il passaggio al nuovo regime riguarderà, come noto, tutti i clienti non vulnerabili che, al 30 giugno, saranno ancora soggetti alla maggior tutela e non avranno scelto nel frattempo un operatore nel mercato libero. Per i vulnerabili - vale a dire over 75, percettori di bonus sociale per disagio economico o fisico, beneficiari della legge 104 sulle disabilità, e ancora utenti di isole minori non interconnesse o di strutture abitative d’emergenza - non cambia invece nulla e continueranno a essere forniti nello stesso servizio.

Il prezzo del servizio a tutele graduali

Ma cosa succede in termini di prezzi a chi transita nel nuovo regime? Sarà più o meno caro della maggior tutela? Il prezzo del servizio a tutele graduali sarà composto da una spesa per la materia energia, basata sui valori consuntivi del Pun (il prezzo unico nazionale) e nella quale sono inclusi i corrispettivi a copertura degli altri costi di approvvigionamento e commercializzazione. Il prezzo pagato dai clienti finali dipenderà però anche dal livello dei parametri offerti da ciascun esercente il servizio a tutele graduali in ciascuna area territoriale di assegnazione del servizio. I costi definitivi dunque si potranno conoscere solo quando il nuovo meccanismo andrà a regime.

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Un risparmio di 100 euro annui con il nuovo regime

Per ora di certo che c’è rispetto agli attuali costi della maggior tutela il passaggio comporterà un risparmio annuo che il presidente dell’Arera, Stefano Besseghini, in una recente videointervista rilasciata a Il Sole 24Ore.com quantifica in circa 100 euro dopo aver ricordato che le condizioni economiche del Stg prevedono, come detto, due componenti di prezzo. «Una prima tessera a copertura dei costi di approvvigionamento di energia e un’altra (il cosiddetto parametro gamma) definita sulla base delle offerte formulate dagli operatori. Noi mettiamo mano alla prima componente, che vale 58 euro in maggior tutela e che ritoccheremo poiché il meccanismo del servizio è cambiato. Mentre non subirà particolari modifiche. l’altra componente, il parametro gamma, che attualmente risulta stimabile in -73 euro».

Le tariffe sul mercato libero

Quanto ai prezzi presenti sul mercato libero, secondo l’ultima rilevazione fatta dall’Autorità e i cui risultati sono stati riferiti da Besseghini in una delle ultime audizioni in Parlamento, nella seconda metà del 2023 il prezzo medio delle offerte sul libero mercato elettrico aveva superato quello del servizio di maggior tutela. Secondo la fotografia dell’Arera, nella seconda metà del 2023 il differenziale tra le due tipologie di offerta era «tornato molto significativamente a favore della tutela» con il prezzo medio totale rilevato sul mercato tutelato che, nel secondo semestre 2023, era risultato pari a 28,11 c€/kWh, contro i 39,18 c€/kWh del mercato libero (+39,4%). Contestualmente, rispetto a inizio anno, i prezzi nel libero erano cresciuti dell’8,5%, quelli del tutelato hanno visto un crollo del -48,5%

L’andamento del prezzo medio finale

Nel secondo semestre 2023 il prezzo medio finale per i clienti domestici sul mercato libero era stato poi pari a 36,62 c€/kWh. Le due classi più significative, quelle dei clienti che consumano da 1.000 a 2.500 kWh/anno e da 2500 a 5000 kWh/anno, avevano registrato un prezzo rispettivamente pari a 36,35 e 33,64 c€/kWh. Stessa dinamica anche sull’intero anno: il prezzo medio registrato nel 2023 era di 38,78 c€/kWh, in aumento rispetto a quello del 2022 (36,43 c€/kWh).

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Il differenziale tra le due tipologie di offerta

Quanto ai prezzi presenti sul mercato libero, secondo l’ultima rilevazione fatta dall’Autorità e i cui risultati sono stati riferiti da Besseghini in una delle ultime audizioni in Parlamento, nella seconda metà del 2023 il prezzo medio delle offerte sul libero mercato elettrico aveva superato quello del servizio di maggior tutela. Secondo la fotografia dell’Arera, nella seconda metà del 2023 il differenziale tra le due tipologie di offerta era «tornato molto significativamente a favore della tutela» con il prezzo medio totale rilevato sul mercato tutelato che, nel secondo semestre 2023, era risultato pari a 28,11 c€/kWh, contro i 39,18 c€/kWh del mercato libero (+39,4%).

La crescita dei prezzi nel libero nei mesi scorsi

Contestualmente, rispetto a inizio anno, i prezzi nel libero erano cresciuti dell’8,5%, quelli del tutelato hanno visto un crollo del -48,5% Nel secondo semestre 2023 il prezzo medio finale per i clienti domestici sul mercato libero era stato poi pari a 36,62 c€/kWh. Le due classi più significative, quelle dei clienti che consumano da 1.000 a 2.500 kWh/anno e da 2500 a 5000 kWh/anno, avevano registrato un prezzo rispettivamente pari a 36,35 e 33,64 c€/kWh. Stessa dinamica anche sull’intero anno: il prezzo medio registrato nel 2023 era di 38,78 c€/kWh, in aumento rispetto a quello del 2022 (36,43 c€/kWh).

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La presenza di servizi aggiuntivi nelle offerte del libero

Fin qui la fotografia scattata dall’Arera sulla base dei prezzi indicati da 622 operatori. Va detto, però, che sul mercato libero il consumatore può imbattersi in molteplici proposte e la maggiore o minore convenienza di un’offerta può essere valutata considerando non solo il prezzo praticato dal venditore per la fornitura di energia ma anche l’eventuale presenza di servizi aggiuntivi a differenza della maggior tutela o del servizio a tutele graduali dove la fornitura riguarda esclusivamente la disponibilità di energia elettrica o gas.

Il portale Offerte

Ad ogni modo se si è nella maggior tutela e si vuole migrare nel mercato libero, per confrontare le offerte dei diversi venditori o con il servizio di tutela, si può utilizzare il comparatore dell’Arera (www.ilportaleofferte.it) per confrontare le proposte e capire quale risulta più funzionale rispetto al proprio profilo di consumo. Se, invece, l’utente ha già ricevuto un’offerta, inserendo il Codice offerta nel portale per confrontarla con tutte le altre presenti per valutare eventuali convenienze.

Tariffa fissa o tariffa variabile?

Quanto alle possibili offerte che potremmo ricevere o individuare attraverso il Portale, il venditore può proporre una tariffa fissa che prevede un prezzo dell’energia concordato all’atto della sigla del contratto per un determinato periodo di tempo, che aiuta a proteggersi da rialzi improvvisi come nel caso dei mutui ma non intercetta eventuali benefici collegati all’andamento dei prezzi sul mercato, al quale è invece agganciata una tariffa variabile. Che presuppone una certa dose di rischio ma, come detto, può essere influenzata positivamente da eventuali ribassi delle quotazioni di luce e gas. Ciò detto, la scelta andrà fatta considerando tutte le variabili in gioco, dal profilo dei consumi all’esigenza o meno di poter beneficiare anche di servizi aggiuntivi, sui quali la competizione degli operatori è ormai elevatissima.

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