Beverage

Birra, il settore vale oltre 10 miliardi e punta sull’innovazione per crescere

Nel 2023 il mercato ha perso tra il 5 e il 7% ma ora con prodotti premium vuole riprendere la corsa: i consumatori continuano ad apprezzare questa bevanda per la versatilità. Assobirra: danni dalla mancata proroga al taglio delle accise

di Maria Teresa Manuelli

 Il mercato della birra è diventato sempre più rilevante, generando anche una cultura più ampia intorno al prodotto, e questo si porta dietro la nascita di nuovi stili e occasioni di consumo

3' di lettura

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Frenano le vendite di birra in Italia, ma non la passione degli italiani per la spumeggiante bevanda. E se da un lato, secondo Assobirra, il settore, dopo avere registrato una crescita complessiva del 9% dal 2018 al 2022, nel 2023 ha perso una forbice di mercato tra il 5 e il 7%, dall’altro le indagini di mercato sui consumatori incoronano la bevanda come la più amata negli abbinamenti con il cibo e la più inclusiva, perché adatta a tutti e a tutte le occasioni. Mentre cresce la cultura sul prodotto e la ricerca di specialità. Ma sul settore pesano gravi freni strutturali.

«La brusca inversione di tendenza – spiega Alfredo Pratolongo, presidente di AssoBirra – è dovuta a diversi fattori strutturali, come i costi aumentati in modo esponenziale e i consumi diminuiti, anche perché le accise (imposte sulle quantità prodotte, ndr) incidono in modo pesante sul prezzo al consumatore. In questo senso, purtroppo, l’emendamento sulla stabilizzazione del taglio delle accise e le relative agevolazioni progressive per i birrifici artigianali fino a 60mila ettolitri, non è stato inserito nel testo finale della nuova Legge di Bilancio. Una contingenza che si inserisce in un quadro generale di risorse scarse, in virtù del quale il Governo ha deciso di non accogliere emendamenti parlamentari, ma soltanto da parte dei relatori. Nell’ottica di preservare il più possibile la competitività di un comparto trainante dell’economia del nostro Paese, come quello birrario, AssoBirra si è attivata per chiedere l’inserimento nel Milleproroghe, provando a riproporre quanto ottenuto nel 2023, ma purtroppo l’esito non è stato positivo anche per una riduzione delle accise non strutturale».

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L’industria della birra in Italia crea 10,2 miliardi di euro di valore condiviso e 124mila posti di lavoro lungo la filiera. Birrifici grandi e piccoli si troveranno per fare il punto della situazione al prossimo Beer&Food Attraction 2024, organizzato da Italian Exhibition Group e in programma a Rimini Fiera dal 18 al 24 febbraio. Partner storici sono Assobirra e Unionbirrai, l’associazione italiana delle birre artigianali, che nel corso della manifestazione organizza l’Italian Craft Beer Conference, due giorni di talk e seminari su tecniche di produzione birraria, tecnologie, materie prime, strumentazioni e analisi delle tendenze del mercato della birra artigianale italiana, promuovendo il dialogo tra gli attori della filiera.

«In un contesto in continua evoluzione come quello attuale – conferma Andrea Tortella, direttore vendite Birra Peroni – le opportunità possono comunque essere molteplici: il mercato della birra è diventato sempre più rilevante, generando anche una cultura più ampia intorno al prodotto, e questo si porta dietro la nascita di nuovi stili e occasioni di consumo, la ricerca di proposte sempre più premium e l’interesse alle innovazioni di prodotto. Per l’horeca significa opportunità importanti, anche perché questo è il canale in cui si costruiscono i brand. Ma è innegabile che questa evoluzione porti con sé complessità e una maggiore instabilità rispetto al passato. Siamo convinti – prosegue – che la “premiumizzazione” sia la chiave del successo e intorno a questo principio abbiamo costruito la nostra strategia e le tre grandi aree in cui stiamo implementando i progetti per il canale: portafoglio, servizio e formazione».

«Siamo sicuri che la birra conserverà la sua centralità nel nostro ‘stare insieme’ e soprattutto nella socialità fuori casa – aggiunge Giuseppe Micucci, direttore commerciale e marketing di Birra Castello –. Quello che invece, a nostro avviso, potrebbe rappresentare un’opportunità da cogliere nel 2024 risiede nella capacità di saper interpretare il nuovo approccio del consumatore rispetto al prodotto birra. A tirare la volata in questo momento sono le birre di tradizione italiana, il che costituisce per noi un vantaggio competitivo poiché i nostri prodotti, e in particolare Birra Dolomiti, sono realizzati con materie prime frutto di una filiera corta di eccellenza radicata nel territorio italiano. Inoltre, tutti i nostri prodotti provengono dallo stabilimento Fabbrica in Pedavena, a Belluno, che, con la sua storia ultracentenaria e il know-how dei mastri birrai che l’hanno popolata, rappresenta in sé una eccellenza italiana».

Dello stesso avviso Beatrice Bassi, direttrice marketing e commerciale di Molino Spadoni: «Oggi tutto il mondo del food&beverage si sposta verso la qualità e il pubblico è sempre più competente e attento. È vero che c’è un gap di prezzo e che spesso ci si scontra su quest’ultimo, in particolare nel mondo dell’horeca, ma è altresì vero che i consumatori di birra sono attenti e chiedono un prodotto artigianale che non segue le mode, ma la qualità». Forte della sua esperienza nei cereali da tre generazioni, infatti, la famiglia Spadoni, il cui core business sono le farine e i panificati, dal 2018 ha iniziato lo studio di questo settore per approcciarlo in modo serio, e aprire nel 2020 un proprio birrificio artigianale, dove porta avanti progetti di ricerca e sviluppo qualitativo su alcune tecniche di lavorazione della birra.

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