Fondi Ue

Bilancio Ue: il Parlamento chiede il 10% in più per il 2028-2034

Accordo nella “maggioranza Ursula” per aumentare le risorse proprie e salvare i fondi per agricoltura, coesione e spesa sociale. Il voto della plenaria è atteso a fine mese, mentre i capi di Stato e Governo discuteranno la loro posizione la prossima settimana a Cipro

di Paolo Riva

Parlamento Europeo  Bruxelles  Imagoeconomica

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Un bilancio più ricco di circa il 10% rispetto alla proposta della Commissione europea per finanziare adeguatamente politiche storiche e nuove priorità. È la posizione votata nel tardo pomeriggio di mercoledì 15 aprile dalla commissione per i bilanci del Parlamento europeo sul QFP, il quadro finanziario pluriennale europeo 2028-2034.

“Proponiamo un bilancio europeo che sia al tempo stesso adeguato e prevedibile per i beneficiari, affrontando le carenze della proposta iniziale della Commissione”, ha dichiarato Siegfried Mureşan, eurodeputato romeno del Partito popolare (PPE) e uno dei due relatori del delicato e ampio file.

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La posizione votata, come già anticipato, chiede che il bilancio pluriennale 2028-2034 sia di 2.014 miliardi di euro, 197 miliardi in più rispetto alla proposta della Commissione presentata lo scorso luglio e, soprattutto, a differenza di quest’ultima, propone che rimanga esterno al bilancio il rimborso del debito di NextGenerationEU (lo strumento che ha finanziato i piani di ripresa post pandemia attraverso debito comune).

Questo ha due conseguenze. La prima è che gli europarlamentari sostengono l’idea della Commissione di aumentare le risorse proprie dell’Unione, cioè nuove fonti di entrata dirette per il bilancio UE, per circa 60 miliardi all’anno. «Abbiamo bisogno di nuove, autentiche risorse proprie per finanziare le maggiori responsabilità dell’Europa», ha aggiunto l’altra co-relatrice, la socialista portoghese Carla Tavares.

La seconda conseguenza è che un QFP complessivamente più ricco consente di mantenere le risorse necessarie per le nuove priorità europee, come la difesa e la competitività, ma anche di aumentare gli stanziamenti per le politiche UE storiche, che rischiavano altrimenti di essere le più penalizzate. Tra queste, ne beneficerebbe in modo significativo la Politica agricola comune (+139 miliardi circa) e la coesione sia pure in maniera meno significativa (+78 miliardi). Ma soprattutto sarebbero garantiti 124 miliardi per il Fondo sociale europeo.

Infine, con il loro voto, gli europarlamentari hanno sottolineato come le autorità regionali e locali dovrebbero essere pienamente coinvolte nella pianificazione e nell’attuazione dei programmi, andando incontro alle preoccupazioni espresse da diversi enti locali in tutta Europa e rilanciate dal Comitato europeo delle regioni.

La votazione all’interno della Commissione per i bilanci del Parlamento europeo ha visto approvata la posizione dei relatori Mureşan e Tavares con 26 voti favorevoli, 9 contrari e 5 astensioni. Il compromesso raggiunto è stato sostenuto da PPE, Socialisti e democratici, liberali di Renew Europe e dai Verdi, gli stessi gruppi che avevano votato a favore del secondo mandato di Ursula von der Leyen a capo della Commissione nel luglio 2024. Tra i voti favorevoli anche quello di Roberts Zīle, eurodeputato lettone, tra i vicepresidenti del Parlamento europeo e membro dei Conservatori e riformisti (ECR). Il gruppo si è diviso, con un voto contrario e due astensioni, tra cui quella di Ruggero Razza di Fratelli d’Italia.

Ora l’attenzione si sposta sulla plenaria di fine mese, quando è previsto il voto finale. Intanto, i capi di Stato e di Governo dei 27 paesi membri si riuniranno il 23 e 24 aprile a Cipro, che detiene la presidenza di turno UE. Nella lettera di invito spedita ai leader, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha scritto che è necessario “un dialogo aperto su come possiamo conciliare le nostre ambizioni con un livello di finanziamento adeguato, anche in merito all’importanza delle nuove risorse proprie”.

Le posizioni degli Stati UE riuniti nel Consiglio sono molto distanti da quella appena votata dal Parlamento europeo, ma Costa ha scritto che l’obiettivo del vertice sarà quello di “preparare il terreno per un accordo entro la fine dell’anno”.

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