Super Martedì

Biden sconfitto ancora nelle Samoa Americane. Chi è l’uomo che lo ha battuto

Il presidente ha vinto le primarie in 15 Stati ma ha perso nelle lontane isole del Pacifico. Jason Palmer ha investito i suoi soldi nella campagna

di Riccardo Barlaam

(Universal Images Group via Getty)

3' di lettura

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Biden ha vinto il turno delle primarie democratiche nei 15 Stati in lizza nel Super Martedì. Tranne nei territori delle Samoa Americane. Che sono, evidentemente, stregate per lui.

Nel 2020 qui perse già le primarie, che andarono a favore del candidato democratico Michael Bloomberg, l’unico acuto del miliardario patron della celebre media company nella sua breve corsa verso la Casa Bianca.

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Anche nel 2024 le Samoa Americane si sono rivoltate contro l’establishment democratico e il suo presidente che altrove, invece, negli States, non ha rivali, e hanno preferito un candidato sconosciuto, Jason Palmer, 52 anni, democratico di Baltimora, che ha scelto le Samoa americane per la sua personale campagna per il ricambio generazionale nei democratici. Nella sua carriera professionale, prima di lanciarsi nell’agone della grande politica, Palmer ha lavorato in società e ong nei settori tech e formazione. Per la sua campagna elettorale contro Biden nelle lontane Samoa Americane ha investito 500mila dollari del suo patrimonio, ed è sceso in campo: «Non puoi portarti con te i soldi quando muori, ma puoi contribuire a cambiare un poco le cose nel mondo quando sei qui se li usi bene», ha spiegato a chi gli chiedeva le ragioni della sua candidatura.

E così, sovvertendo tutti i pronostici, lo sconosciuto Jason Palmer ha battuto il presidente Joe Biden 51 a 40. Tanti sono stati i voti a suo favore su un totale di 91 residenti che hanno votato per le primarie democratiche nelle Samoa Americane. Arcipelago verde di piccole isole sperdute in mezzo all’Oceano Pacifico blu, lontane da tutto - la piccola capitale Pago Pago è a 5 ore di volo da Honolulu, a 13 ore da Seul - territorio americano abitato da circa di 50mila persone, che vive di turismo per il suo mare e la sua vita lenta, dove i rapporti tra le persone e il senso della comunità sono ancora un valore prioritario.

Il segreto della vittoria di Palmer è stata proprio la campagna porta a porta, casa per casa. «Non ero mai stato prima nei territori delle Samoa. Ho fatto campagna nei luoghi più remoti, parlando con le persone e ascoltando le loro esigenze e i loro problemi», ha raccontato. L’esito non era scontato: la sfida al presidente americano. «Mi sono accorto che le cose si stavano mettendo per il verso giusto durante le votazioni dai messaggi che mi arrivavano sul telefonino da samoani che mi comunicavano di aver votato per me. Di avermi dato fiducia».

Dopo il successo Palmer ha promesso ai suoi elettori che sarà «la voce dei samoani a Washington». In gioco c’erano sei delegati per la Convention democratica. Tre ne ha vinti Palmer e tre Biden.
I residenti delle Samoa votano nelle primarie ma non hanno nessuna rappresentanza come Collegio elettorale negli Stati Uniti. Ma insomma, con orgoglio e tenacia i democratici samoani hanno dato la loro prova anti establishment, chiedendo con il loro voto un cambio di marcia a favore di una classe politica più giovane, in un Paese, gli Stati Uniti dove il 5 novembre due candidati ottuagenari - ormai è scontato - si contenderanno la poltrona per la Casa Bianca, per governare la prima potenza mondiale.

Un consiglio spassionato per chi volesse capire un po’ di più le Samoa Americane (e fare il pieno di energia positiva con il sorriso sulle labbra per qualche ora) è quello di guardare assieme a qualche amico o familiare il film «Next Goal Wins» (appena uscito in streaming gratuito su Disney+).

A dispetto del titolo non è un film sul calcio, ma piuttosto racconta lo spirito e l’indole pacifica, tenace e tollerante di un popolo. Indole ben evidenziata dall’allenatore locale che sottovoce nello spogliatoio riprende i suoi giocatori dopo l’ennesima sconfitta e dal presidente della Federazione gioco calcio che fa il cameraman per la tv locale e come volontariato segue i destini della nazionale della Samoa Americane da presidente. La squadra ultima in classifica nelle graduatorie mondiali Fifa dopo la celebre sconfitta per 31 a 0 con l’Australia - la partita con lo scarto di goal maggiore nella storia del calcio - nelle qualificazioni per la Coppa del mondo nel 2001. Che ogni tanto, con tenacia, riesce a vincere le sue partite più importanti. Con il sorriso.

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