Usa

Biden: «Non mi faccio da parte», ma chiama Zelensky Putin

Il Presidente, in una rara quanto attesa conferenza stampa al termine del summit Nato, gioca bene le carte di politica estera ma compie anche gaffe, lasciando aperti gli interrogativi sul suo futuro. E aumentano ancora le defezioni tra i democratici

di Marco Valsania

Il presidente Usa Joe Biden tossisce durante la conferenza stampa finale del vertice Nato. REUTERS/Yves Herman     TPX IMAGES OF THE DAY

3' di lettura

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Per un’ora ha risposto alle domande, rivendicando le proprie credenziali, conoscenze e serietà in politica estera. Ma e’ anche inciampato in gaffe, mostrandosi a volte esitante e impacciato e prono a divagazioni.

La conferenza stampa di Joe Biden alla conclusione del summit Nato a Washington, presentata dai suoi collaboratori come cruciale per i destini del Presidente americano e della sua rielezione alla Casa Bianca, alla fine non è stata affatto risolutiva: la campagna di Biden è sopravvissuta un altro giorno, con il Presidente che ha riaffermato di non avere alcuna intenzione di farsi da parte. Ma non ha sciolto i dubbi, nel partito democratico e tra gli elettori, sulle chance di un suo nuovo successo alle urne.

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Biden ha dichiarato di rimanere “il più’ qualificato a battere Donald Trump”, che sara il suo rivale repubblicano a novembre. Alla domanda perche’ ha cambiato idea dopo che essersi definito in passato Presidente per un solo mandato e ponte verso una nuova generazione di leader democratici, ha risposto che a indurlo a ricandidarsi e’ stata la “gravita’ della situazione” che aveva ereditato nel Paese e il desiderio di “finire il lavoro cominciato”.

Un passo indietro lo farebbe solo se gli venisse detto con certezza che non può battere Trump, ma ha aggiunto che questo “non accadra’”. Non si farà da parte neppure se la sua vice, Kamala Harris, avrà un maggior vantaggio contro Trump nei sondaggi, nei quali ha detto di riporre scarsa fiducia.

Nell’ora di domande e risposte Biden ha sottolineato anzitutto il proprio impegno a favore della Nato, la sua fiducia nelle alleanze, la sua difesa dell’Ucraina, il suo ruolo nel cercare una pace nel conflitto israelo-palestinese. Ha definito il summit dell’Alleanza Atlantica appena concluso “un grande successo”. E ha attaccato Trump come un affossatore della Nato e come una minaccia per il Paese e le sue alleanze necessarie alla sicurezza nazinale.

Ma in una eclatante gaffe - non l’unica - ha chiamato la vicepresidente Harris, nel definirla a sua volta qualificata, “vicepresidente Trump”. Uno scivolone aggravato dal fatto che solo poche ore prima, al summit Nato, aveva presentato il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky come “Presidente Putin”, per poi correggersi. Alcune delle risposte alla conferenze stampa sono inoltre parse mozze oppure inconcludenti e fuori tema.

I passi falsi sono stati sufficienti a convincere altri tre deputati del partito democratico a sfilarsi, chiedendogli di rinunciare a correre a favore di un candidato alternativo e piu’ giovane. Ad oggi le defezioni dal campo del Presidente ammontano ad almeno 17 deputati e un senatore, altre sono previste mentre anche il silenzio di numerosi esponenti democratici sulla candidatura di Biden pesa come un macigno.

Ci sono poi i big di Hollywood, a cominciare da George Clooney, e altri grandi e piccoli finanziatori e sostenitori del partito che hanno sospeso le donazioni e chiesto un suo passo indietro. I sondaggi lo vedono arrancare alla spalle di Trump soprattutto negli stati più combattuti e decisivi e una maggioranza di due terzi degli americani auspica un ritiro dell’81enne Presidente. Dentro la stessa Casa Bianca e’ emerso che in realtà sono scattati esami della forza di Harris quale candidato alternativo contro Trump, E discussioni informali sono in corso su possibili modalità se necessario per convincere Biden a rassegnarsi.

La conferenza stampa era stata pensata per essere efficace nello sforzo di rilancio di Biden. Non poteva essere inferiore ai 20 minuti, insufficienti a dimostrare solidità; semmai doveva protrarsi e mostrarsi ricca di sostanza per ovviare ai recenti passi falsi. Il rischio non era non da poco. Allo stesso summit Nato, come ricordato, Biden si e’ fatto notare per discorsi fermi ma anche scivoloni.E’ inoltre nota la scarsa propensione di Biden alle conferenze stampa anche nei tempi migliori. Ne ha tenute meno di Ronald Reagan sul finire della sua Presidenza, quando non era in buona salute. E l’ultima di Biden risale allo scorso ottobre.

Di recente per cercare di controllare anche le interviste la Casa Bianca aveva fornito a due giornalisti radiofonici una lista di domande, scatenando una bufera. L’assenza di momenti spontanei e trasparenti, senza teleprompter, e’ così diventata una critica costante. Assieme all’ombra del fallimentare dibattito. Quel dibattito Tv contro Trump voluto da Biden e rivelatosi disastroso, sollevando ormai da settimane perplessità sulla sua fragilità fisica a freschezza mentale.

In questo clima a Biden, per tener fede alla sua dichiarazione di voler rimanere in corsa, serviranno probabilmente ripetuti momenti di successo, ben oltre una conferenza stampa conclusasi con un voto di sufficienza. Nel tentativo di riscossa, il Presidente ha ora in programma una nuova intervista Tv, con la Nbc lunedi’ sera, in concorrenza con l’avvio della Convention repubblicana a Milwaukee che nominera’ Trump per la Casa Bianca.

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