Bici elettriche, sanzioni per chi le trucca e motore più potente per i rider
Mille euro di multa a chi produce, vende o manomette le e-bike, ancora di più per chi le guida. Ma arriva la bici per trasporto merci, con vano di carico e motore da 0,5 kW
di Maurizio Caprino
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Arrivano sanzioni più chiare e applicabili (almeno in teoria) per chi trucca le bici elettriche per andare più veloce o comunque per poterle utilizzare come se fossero motorini, quindi senza fare fatica. Nello stesso tempo, nasce una nuova categoria di queste bici: quelle dedicate al trasporto merci, con vano per appoggiare oggetti come i borsoni frigo dei rider e motore di potenza doppia rispetto al normale, dato il maggior peso da trasportare. Sono due delle principali novità del nuovo decreto legge Infrastrutture, approvato dal Consiglio dei ministri nella seduta del 15 giugno.
Le novità sono contenute in quattro modifiche all’articolo 50 del Codice della strada, quello che discipline le biciclette (velocipedi, in gergo tecnico)
Le sanzioni
Su questo fronte, si inizia a punire chi fa sì che sul mercato si possano acquistare bici elettriche che violano i vincoli stabiliti dalla norma: motore elettrico con potenza che non superi 0,25 kiloWatt e che sia erogata in calando man mano che la velocità cresce, fino ad azzerarsi quando si raggiungono i 25 km/h (quando chi vuole andare più veloce può solo mettersi a pedalare più forte).
Così il Dl stabilisce che «chiunque fabbrica, produce, pone in commercio o vende velocipedi a pedalata assistita che sviluppino una velocità superiore a quella prevista dal comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.084 a euro 4.339. Alla sanzione da euro 845 ad euro 3.382 è soggetto chi effettua sui velocipedi a pedalata assistita modifiche idonee ad aumentare la potenza nominale continua massima del motore ausiliario elettrico o la velocità oltre i limiti previsti dal comma 1».
Dunque, viene tirata in ballo la responsabilità di costruttori, assemblatori, grossisti, commercianti al dettaglio e meccanici (professionisti o dilettanti che siano) che fanno sì che il motore sia più potente del lecito e/o continui a funzionare oltre i 25 km/h oppure ancora funzioni sotto questa velocità ma anche quando il ciclista non pedala affatto (cosa che l’articolo 50 consente - e solo da pochi anni - solo fino ai 6 km/h).



