Così il ritorno dei partiti estremisti indebolisce i governi europei
dal nostro corrispondente Beda Romano
di Pierangelo Soldavini
3' di lettura
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Un marchio iconico delle due ruote a motore come Harley Davidson ha puntato sull'elettrificazione per modernizzare il business e svecchiare l'immagine del suo brand. Lo ha fatto con un modello di moto tutto elettrico, la Live Wire, ma anche scommettendo sulle due ruote a pedali, cui ha dedicato una società separata.
«Harley ha una brand awareness vicina al 100%, ma una relevance del 15-16% quando si tratta di passare all'acquisto – commenta Aaron Frank, brand director della divisione ebike -: la bici elimina per natura le barriere dal momento che l'80% delle persone sa andare sulle due ruote ed è un mercato in forte crescita, soprattutto per quanto riguarda l'ebike».
Per questo Harley Davidson un anno fa ha lanciato tre modelli di ebike della Series1, interamente sviluppate in casa, mutuando alcune soluzione dalle motociclette come la cinghia di trasmissione al posto della catena. Tutti e tre dedicati agli “affluent bike commuter”, quei consumatori di fascia alta che stanno abbandonando l'automobile come mezzo privilegiato per la mobilità: un anno fa in Stati Uniti e Germania, da giugno anche in Italia.
Ma l'iconica motocicletta di Easy Rider non è l'unica marca di grido del mondo motoristico a fare il salto verso le due ruote a pedali, rigorosamente elettriche: lo hanno fatto Ducati, Mv Agusta, Triumph, Bmw e Matchless, ma anche brand a quattro ruote come Porsche.
Un marchio italiano come Fantic Motor, alla ricerca del rilancio, non solo ha puntato sul vecchio Caballero, ma anche sulla ebike. Così come Valentino Rossi al passo d’addio alle gare ufficiali ha scelto una bici a pedalata assistita per chi vuole continuare a correre nel suo nome.