Berlino avvia il suo «Deutschlandfonds»: 130 miliardi per energia e start-up
Il Governo avvia il «Fondo per la Germania»: 30 miliardi di garanzie pubbliche per mobilitare altri 100 miliardi di capitali privati. E l’Agenzia finanziaria nazionale, che gestisce il debito pubblico, fa sapere che nel 2026 aumenterà di un quinto le emissioni obbligazionarie, salendo alla cifra record di 512 miliardi
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I punti chiave
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Prende corpo il «Deutschlandfonds», il fondo per la Germania, promesso in configurazioni diverse da diversi partiti durante la campagna elettorale e finito nel patto di Governo tra l’Unione Cdu-Csu e la Spd. Conterà su una base di 30 miliardi di garanzie e cauzioni pubbliche (che graverebbero sul bilancio solo in caso di escussione), con il raggruppamento di stanziamenti già esistenti e 600 milioni di nuovi capitali.
L’obiettivo è raggiungere un volume di 130 miliardi, per infrastrutture energetiche e start-up, mobilitando 100 miliardi di investimenti privati.
Collocamenti record
L’annuncio è arrivato il 18 dicembre. Quasi in contemporanea, l’Agenzia finanziaria nazionale, che gestisce il debito pubblico, ha fatto sapere che nel 2026 la Germania aumenterà di un quinto le emissioni obbligazionarie, salendo alla cifra record di 512 miliardi.
Il Governo di Berlino sta mettendo in campo risorse mai viste per rilanciare e ammodernare il Paese. A marzo del 2025, il Parlamento ha modificato la Costituzione per sottrarre al vincolo del freno al debito un fondo speciale per le infrastrutture da 500 miliardi (in 12 anni) e per esentare tutta la spesa per la difesa oltre la soglia dell’1% del Pil. Mercoledì, il Bundestag ha approvato un maxi stanziamento da circa 50 miliardi per l’acquisto di blindati, missili anti-aerei e satelliti per le forze armate.
Il Fondo per la Germania
Il Deutschlandfonds appena annunciato sarà coordinato dai ministeri delle Finanze (in mano alla Spd) e dell’Economia (guidato dalla Cdu) e sarà gestito dalla banca pubblica per lo sviluppo KfW. Lo strumento si rivolge a industrie e piccole e medie imprese che perseguono progetti di decarbonizzazione e produzione di materie prime critiche (assorbendo l’attuale fondo ad hoc); utilities dell’energia che investono in infrastrutture rinnovabili; startup e scale-up nel campo del “deep tech”, intelligenza artificiale, biotecnologia, difesa.









